Vittorio Veneto

A metà strada tra Venezia e Cortina, alle pendici delle Prealpi Trevigiane, sorge Vittorio Veneto
cittadina a 138 metri sul livello del mare, solcata dalle tranquille acque del fiume Meschio abitata da circa 29.000 persone.

Contrariamente alle credenze di molti il nome Vittorio non trae origine dalla vittoria dell’esercito italiano nel novembre 1918 quando sconfisse le linee nemiche austriache entrando a Vittorio Veneto liberando la città occupata.

Vittorio Veneto nasce ufficialmente nel 1866, quando il Veneto entrò a far parte del Regno d'Italia, e dalla fusione dei due centri distinti di Ceneda e Serravalle. Dapprima nominata Vittorio, in onore del nuovo Re d'Italia, nel 1923 ottenne il rango di città e diventò Vittorio Veneto.

Come stemma fu adottata una sintesi degli stemmi delle due località preesistenti, cosa facile dal momento che erano praticamente uguali e differenziandosi solo per il colore di fondo, rosso per Ceneda e blu per Serravalle. Ne risultò una croce d’argento con due riquadri rossi e due azzurri. Lo stemma, riconosciuto con decreto del 1872, è sormontato dalla corona di città. Il titolo di città era stato riconosciuto sia a Ceneda che a Serravalle del governo del regno Lombardo-veneto e fu confermato al nuovo comune. Anche la sede vescovile, appannaggio di Ceneda, passò a Vittorio
La città di Vittorio Veneto è ricordata nei manuali di storia perché in queste zone, durante la Grande Guerra del '15-18, si risolse la battaglia finale durata dal 24 ottobre al 3 novembre 1918 che determinò lo sfacelo definitivo della linea nemica: il 30 ottobre le truppe italiane entrarono a Vittorio Veneto, occupata dagli austriaci in seguito alla disfatta di Caporetto, liberando la città.

Vittorio Veneto, per il contegno nobile e fiero mantenuto durante l'invasione nemica, venne decorata nel 1919 con Croce al merito di guerra. Durante il secondo conflitto mondiale, sulle vicine montagne, operarono diverse formazioni partigiane che lottarono contro le truppe nazi-fasciste occupanti. Alla fine della guerra alla popolazione venne conferita la Medaglia d'oro al Valor Militare.

L'assetto attuale la città ha compiuto è un grande sforzo di riorganizzazione urbana, conseguente all'unificazione amministrativa è la volontà di dar vita ad un nuovo centro cittadino che fosse simbolo di unione tra le due città. Il progetto venne affidato all'architetto Giovanni De Min, che realizzò Piazza del Popolo e i nuovi giardini a metà circa dell'attuale Viale della Vittoria, un tempo chiamato Viale della Concordia.

Oggi Vittorio Veneto si presenta come un importante centro artigianale e industriale, senza nascondere la sua spiccata vocazione di città d’arte, della musica e del vino. La città si propone sempre più come meta turistica, grazie alla mitezza del clima, unitamente al fascino delle bellezze naturali ed artistiche e all'interesse delle memorie storiche antiche e recenti, che ne fanno uno dei centri più suggestivi del Veneto, autentico contenitore di paesaggi multiformi e di luoghi da visitare e da scoprire.

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