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San Nicolò, Santa Lucia, Babbo Natale: ad ognuno il suo

Cos’è il Natale? Regali, golosità, pensieri felici e tanto amore nel cuore, senz’altro!
Ma ciò che rende così magico e speciale il periodo natalizio per i bambini di tutto il mondo è, forse, la magia dell’attesa. L’attesa di un qualche personaggio misterioso e con il cuore colmo di bontà che, viaggiando via terra o via aria, a bordo di un asinello come di una slitta volante trainata da tante renne, fa visita ad ogni casa in cui ci sia un bambino per lasciare un dono speciale, un dono di Natale. 


Dedicando uno sguardo alle tradizioni della nostra regione, ci rendiamo conto che esse si differenziano in base alle varie zone del Veneto.

Procediamo in ordine cronologico, iniziando dal 6 dicembre, giorno di San Nicolò. Il personaggio di San Nicolò, vescovo di origine turca proveniente da Myra (Anatolia) il cui culto si celebra fin dal VI secolo d.C., divenne, col tempo, protettore di tutti i bambini in conseguenza a un episodio narrato in una truce leggenda. Secondo la tradizione, infatti, quando egli era già vescovo, fece resuscitare tre bambini che un macellaio aveva ucciso e fatto a pezzi per venderne la carne.
La sua fama approdò ben presto in Italia, soprattutto nel meridione, tanto che egli è universalmente riconosciuto come San Nicolò di Bari, città in cui giunsero le sue spoglie nell’anno 1807. Diffuso in molti paesi dell’Europa dell’est, il santo turco è atteso nella notte tra il 5 e il 6 dicembre dai bambini di gran parte del Veneto Orientale e del Friuli Venezia Giulia.
In molti paesi della provincia di Belluno, di Treviso e di Venezia, la sera del 5 dicembre vi potrete imbattere in questo simpatico vecchino con la barba bianca che, insieme al suo asinello e a un carretto pieno di strenne, attraversa strade e piazze per portare i doni ai bambini. A tutti i piccoli è stato insegnato che bisogna essere riconoscenti con questo povero anziano che sfida neve e gelo per renderli felici: è per questo che essi, ansiosi del suo arrivo, non mancano di fargli trovare qualcosa di caldo e gustoso da mettere sotto i denti, un panino con la sopressa o con il formaggio, un bel bicchiere di vino rosso o un po’ di latte con i biscotti, e un po’ di fieno per l’infaticabile asinello.

In altre parti del Veneto, invece, sopravvive con forza la tradizione di Santa Lucia, tipica, soprattutto, dei paesi scandinavi. La “Santa senza occhi”, che si celebra il 13 di dicembre, arriverebbe dal cielo su un carretto pieno di regali trainato da un asinello. Le zone in cui il culto della santa è più sentito sono quelle di Verona, Mantova e parte della Lombardia, il basso vicentino e anche Treviso centro e Venezia.
A Verona, in particolare, la ricorrenza dedicata a Santa Lucia è una delle tradizioni scaligere più antiche, sentite e partecipate: ancora oggi, in Piazza Bra e nel cuore della città, ogni anno tornano i caratteristici banchetti di Santa Lucia, un mercatino natalizio pieno zeppo di dolci, balocchi e regali di ogni tipo per grandi e piccini.

E Babbo Natale? Il caro Babbo Natale, Santa Claus, non è nient’altro che l’evoluzione del personaggio di San Nicola di Bari. Il passaggio da un personaggio all’altro è da far risalire all’epoca dell’emigrazione di molti europei negli Stati Uniti d’America, quando i parenti rimasti in patria continuarono a spedire i regali per San Nicolò ai bambini figli degli emigrati. I regali, però, dovendo attraversare l’oceano, ci mettevano un po’ ad arrivare a destinazione: ecco che i festeggiamenti di San Nicolò vennero posticipati dal 6 dicembre alla fine del mese, sovrapponendoli al Natale fino a sostituire il santo con la figura di Gesù Bambino.

Le figure di questi personaggi accomunati dal mistero e dalla bontà d’animo si differenziano e si caratterizzano a seconda di luoghi e persone. Ciò che non cambia, però, è lo spirito che rappresentano. Lo spirito del Natale, di quel momento unico nel periodo dell’anno in cui a tutti è dato sperare e credere che ogni cosa sia, o possa diventare, più bella.
Evviva il Natale, diritto di ogni bambino, anche di quello che è ancora nascosto dentro ognuno di noi.



di Elisa De Conti


 

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