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Adrifort e il Veneto: valorizzazione e riuso

Un punto di partenza che vuole porsi come vero e proprio cambio di rotta la scelta di Confesercenti e Cescot Veneto che, in qualità di partner, aderiscono al progetto europeo IPA-Adriatico Adrifort (Adriatic Fortesses and Military Areas), che ha come obiettivo la creazione di una rete europea votata alla valorizzazione e al riuso del patrimonio fortificato del bacino adriatico.
Il turismo è, da sempre, un settore di punta nell’economia italiana e, proprio per questo motivo, può essere un punto di partenza verso soluzioni concrete a questa imperante crisi economica.

Come fa notare Maurizio Francescon, presidente Cescot Veneto, “intervenire sul patrimonio culturale non è uno slogan vuoto: significa intervenire sulle città, sui centri storici e, non ultimo, su quel bacino immenso di potenzialità costituito dalle architetture militari, lasciate magari in disuso: luoghi dal potenziale inespresso che potrebbero creare nuova opportunità se ben gestite”.
Il progetto di rigenerazione urbana va studiato nei minimi dettagli, ponendo su un piedistallo cultura, turismo e piccole e medie imprese, ovvero quegli elementi che, da tradizione, sono il cuore economico e culturale pulsante di una regione piena di risorse qual è il Veneto.
Fondamentale all’interno di questo processo risulta la formazione di una nuova classe imprenditoriale, compito di cui si è resa responsabile Confesercenti Veneto. “Quando si è capito che questa crisi era strutturale e non contingente,” continua Francescon,  abbiamo stimolato la genesi di iniziative territoriali in grado di competere con i nuovi scenari di mercato: veri e propri incubatori di idee che hanno coinvolto le fasce più giovani della popolazione e i futuri imprenditori”.

Significativa, a tal proposito, è stata l’iniziativa Summer School “Commercio e rigenerazione nei centri urbani”, in collaborazione con l’Università IUAV di Venezia, che ha toccato,  dal 2011 ad oggi, varie città tra cui Este (PD) e Noale (VE), coinvolgendo un centinaio di studenti provenienti da varie università d’Italia.
“Siamo partiti proprio dal tema della valorizzazione e del riuso del patrimonio storico e culturale del Veneto” spiega il presidente, “perché siamo convinti che i territori dismessi siano catalizzatori di energie per potenziali investitori e la loro rigenerazione possa incidere sulla qualità della vita delle singole comunità. Iniziative di marketing culturale più mirate, trasformazione degli ambienti in spazi dinamici accessibili a tutti (magari per ospitare incontri ed esposizioni) e sostenibilità ambientale sono le tre azioni pratiche emerse da questa fucina di pensiero della Summer School.”
E ancora: riuso di vuoti commerciali attraverso la soluzione dei temporary shop, inserimento di sale espositive e aree per incontri e convegni all’interno degli spazi vuoti di archivi comunali e storici, costituzione di Parchi Letterari come quello nato nel 2012 grazie al contributo di Camera di Commercio e Consorzio di Promozione Turistica Padova, il Parco Letterario Francesco Petrarca e dei Colli Euganei, al momento l’unico in Veneto.

Ultima, ma non meno importante, azione di promozione di Cescot Veneto è quella rivolta a “Smart Tourism Location”, iniziativa finanziata dalla Regione Veneto all’interno del Fondo Sociale Europeo che ha come obiettivo quello di incentivare imprese, addetti ai lavori ed operatori turistici della Regione Veneto ad esplorare soluzioni sempre più innovative dal punto di vista tecnologico e ad adottare nuovi modelli innovativi e manageriali, consci di stare vivendo una situazione di crisi e di estrema necessità di radicali cambi di rotta e di costante evoluzione tecnologica.
Il punto di partenza per un processo di rinascita è stato individuato proprio in quegli elementi che, da sempre colonne portanti per la nostra regione, erano stati, ultimamente, stupidamente abbandonati: cultura, turismo e piccola e media imprenditoria.

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