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Al Nordest si vive meglio

Tre città venete in cima alla classifica



La ricerca sulla ‘buona qualità della vita’ in Italia è stata effettuata dall’Università La Sapienza di Roma per il quotidiano Italia Oggi, e vede tutti i capoluoghi di provincia della Regione Veneto nella top 40 della classifica.

Al quarto posto, prima fra le province venete, troviamo Treviso, seguita da Vicenza al settimo e Verona al nono posto. Scendendo un po’, ma non troppo, lungo la classifica troviamo anche Padova, al venticinquesimo posto, e Venezia, al quarantesimo.
Gli elementi grazie ai quali si è stilata la pagella sulla ‘buona qualità della vita’ tengono in considerazione una vasta gamma di fattori, quali ‘Affari e lavoro’, ‘Ambiente’, Criminalità’, ‘Disagio sociale’, ‘Popolazione’, ‘Finanza’, ‘Scuola’ e ‘Tempo libero’, e basandosi sui risultati, frutto dell’elaborazione dei dati eseguita dall’Università La Sapienza, si può affermare che, in generale, sono le città del Meridione ad occupare i posti più bassi della classifica, probabilmente anche per elementi come la crisi del lavoro e la disoccupazione che, senza ombra di dubbio, si fanno sentire in modo particolare al Sud rispetto che al Nord del Paese.
“Tre capoluoghi veneti nella top ten delle città italiane dove si vive meglio (Treviso quarta, Vicenza settima e Verona nona, con Belluno appena sotto, dodicesima) e un successo generale del Nordest significano molto: indicano che quest’area del Paese soffre la crisi ma sa reagire e continua a trainare l’Italia, praticamente la mantiene” ha commentato il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia.
“La qualità della vita” aggiunge Zaia, “è l’insieme di una quantità di parametri, ai quali però è trasversale la capacità della gente di sacrificarsi per garantire alla propria famiglia un buon tenore di vita, per rispondere con laboriosità e coraggio alla crisi, e la buona prova di sé che danno le Amministrazioni pubbliche nell’usare al meglio i sempre più scarsi denari che uno Stato mangiatutto lascia loro”.
“Di fatto vinciamo applicando i costi standard, sulla base dei quali ogni euro va speso con attenzione maniacale perché produca il massimo effetto al minor costo. Facciano così anche in tante altre parti d’Italia,” osserva Zaia, “dove con i parametri del Veneto si potrebbero risparmiare 30 miliardi l’anno invece che tagliare la sanità e la sicurezza e questo Paese mezzo affondato dagli sperperi potrebbe rialzarsi senza mendicare ai piedi dell’imperatore europeo e della Merkel e senza taglieggiare imprenditori, lavoratori, famiglie, Enti Locali e Regioni virtuose”.

In testa alla classifica per ‘buona qualità della vita’, al primo posto per il quinto anno consecutivo, troviamo Trento, mentre per quanto riguarda il tenore di vita vince, su tutte, la città di Milano, confermando i già buoni risultati del 2013.
Una classifica che funge da specchio di un successo generale del Nord Italia e, in particolar modo, del Nordest e del Veneto.
“Il Nordest se la passa meglio del Nordovest (sei province, molte delle quali liguri, e anche Torino sono da metà classifica in giù)” ha commentato il primo cittadino di Verona Flavio Tosi, “perché il Veneto è concentrato sul turismo, sulle piccole e medie imprese e sull’agroalimentare, mentre altre zone risentono maggiormente le difficoltà delle grandi industrie”.








TESTO Elisa De Conti





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