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CALAMITA/À. Il Vajont da luogo di catastrofe a fonte di ricerca

“Il progetto CALAMITA/À, è uno strumento d’indagine territoriale che attraverso una ricerca programmata, vuole approfondire i mutamenti in corso, generare dibattito, rivelare criticità, attirare interesse e conoscenza attorno a un luogo nodale ancora in via di definizione.
Morfologia del territorio, orografia, infrastrutture, architettura, contesto sociale sono solo alcuni degli ambiti di analisi.
Arte, sociologia, urbanistica e fotografia concorrono alla definizione dell’identità del territorio con un approccio multidisciplinare aperto.
Attraverso una pluralità di visioni CALAMITA/À mira a far sì che il territorio preso in esame diventi un laboratorio e un luogo d’osservazione privilegiato.”

L’innovativo progetto nasce nel 2013 e, partendo da un territorio tristemente famoso quale il Vajont, scenario del celeberrimo disastro del 9 ottobre 1963, ha come obiettivo la ricerca e l’indagine territoriale, trasformando in tal modo tale realtà in laboratorio vero e proprio. Curatori dell’iniziativa sono Gianpaolo Arena e Marina Caneve.

Gianpaolo Arena (Treviso, 1975), architetto e fotografo, affianca la professione di fotografo a progetti di ricerca su temi di natura ambientale e sociale. L’interesse per la rappresentazione architettonica ha orientato la sua attenzione alla fotografia di architettura ed il paesaggio urbano, attraverso l’uso della fotografia come strumento di indagine del territorio. Dal 2010 è editor del magazine di fotografia contemporanea Landscape Stories con il quale coordina campagne fotografiche sul territorio, workshop, progetti editoriali ed espositivi.

Marina Caneve vive e lavora tra l’Italia e la Francia.
Fotografa proveniente da una formazione classica e dal mondo dell’architettura, allieva di Guido Guidi, si laurea in architettura presso l’università IUAV di Venezia nel 2013 con una tesi realizzata a Parigi riguardante la conoscenza veicolata dalla fotografia dal titolo Un chilometro senza confini. La fotografia ed il progetto in un intervento di remodelage urbano.
Ha studiato fotografia con Guido Guidi, Raimond Wouda, Valerio Spada, Cuny Janssen e Francesco Jodice.

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