Home>archivio notizie>Gennaio, mese della memoria

Gennaio, mese della memoria

Il Centro Culturale Candiani di Mestre dedica il primo mese del 2015 alla giornata della memoria con una mostra fotografica, una rappresentazione musicale, una lettura scenica ed una programmazione di otto pellicole dedicate al tema dell’Olocausto.

Fulcro della rassegna sarà la mostra fotografica di Claude Andreini, dal titolo ‘Sintomi Ritorni’, che inaugurerà sabato 10 gennaio e terrà aperto al pubblico fino al 1 febbraio 2015.
Andreini, fotografo belga di origini italiane, attraverso la sua personale rappresentazione dei campi di sterminio di Terezin, piccola città ceca a nord di Praga, e di Oswecim, città polacca tristemente nota a tutto il mondo con il nome di Auschwitz, cerca di trasformare il visitatore da semplice osservatore a testimone della storia, coinvolgendolo emotivamente e cerebralmente nel dramma del soggetto rappresentato.
Le fotografie, lungi dal volersi porre come l’ennesima raccolta di scatti effettuati all’interno di un lager, illustrano l’esperienza emozionale dell’artista all’interno del campo di massacro: il suo vagare in solitaria negli spazi che odorano di morte, la sua percezione di sagome sfuggenti, di esistenze che non sono più ma che l’atroce sofferenza rende incredibilmente palpabili, i giorni e le notti di permanenza respirando l’aria della tragedia.

“Non sono credente. Non sono ebreo. Semplicemente sono sensibile all’olocausto.
Nel 1998, ho voluto mostrare ai miei figli (9 e10 anni) quello che, cinquant’anni orsono, uomini vicini a noi avevano architettato per eliminarne altri: sono andato a visitare il campo di concentramento di Dachau, nei pressi di Monaco di Baviera.
Ho scoperto che senza una preparazione specifica, una persona poteva non rendersi conto di quanto fosse accaduto. Il dramma era stato sterilizzato, ridimensionato, affidato a strutture che avevano perso il proprio carico di sofferenza. Una ‘baracca’ di Dachau poteva essere quella di uno sfollato dopo terremoto: niente la distingueva. Ho deciso di visitare altri campi, Mauthausen, Terezin, finalmente Auschwitz, per capire se c’era un subdolo progetto. Fortunatamente non ho provato la stessa sensazione di ‘rivisitazione’ percepita di certo a Dachau, forse a Mauthausen. 
La sensazione  palpabile a Terezin e Auschwitz è stata diversa: si sentiva la presenza  di chi c’era stato. Sono rimasto giorni, notti intere a vagare laddove c’era stato il massacro. Forse sono stato ‘accettato’ perché nel buio della notte, presto la mattina, al momento del tramonto, quando ero solo mi sembrava spesso di percepire sagome sfuggenti, esistenze evanescenti, sussistenze di antiche figure. 
Sono emozioni che, attraverso immagini, ho tentato di rappresentare ben più che documentare, una ennesima volta, un campo di sterminio.”

Il 16 gennaio alle ore 20.30 nella sala espositiva Paolo Costantini del Centro Culturale sarà possibile incontrare l’autore, mentre il 23 gennaio alle ore 21.00 si terrà l’esibizione dei Minimal Klezmer, gruppo che racconta la cultura musicale ebraica.
Durante la giornata della memoria, il 27 gennaio alle ore 18.00, ci sarà la lettura scenica di alcune pagine del Diario di Bergen Belsen 1944-1945 di Hanna Levy Hass, a cura di Voci di Carta con adattamento e regia di Simonetta Nardi.
Nel corso del mese, inoltre, dal 7 al 30 gennaio, il Centro ha in programma una rassegna cinematografica con la visione di alcune recenti pellicole dedicate ai temi della guerra e dell’Olocausto.



TESTO: Elisa De Conti

VEDI ANCHE:

Meteo Veneto

I nostri prodotti