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Gli ‘Sguinsi de vita’ di Lanfranco Antonello

E’ un’arte che si genera da una profonda simbiosi con la natura quella di Lanfranco Antonello, artista che nasce nel 1937 a San Martino di Lupari, in provincia di Padova, e che inizia il suo percorso artistico nel 1969.

Tre giovani registi che vivono tra la Castellana ed il Padovano (Mirco Marchesan, Luca Marchetti e Matteo Bellini, musiche originali di Alessandro Bombardini) hanno realizzato un documentario sull’artista veneto dal titolo ‘Sguinsi de vita – Storie e colori di Lanfranco Antonello’, una video-intervista che ha lo scopo di rendere omaggio all’opera ed al suo autore, un’opera che affonda le sue radici nell’amore profondo per la terra veneta e nella memoria di un mondo rurale e di una civiltà contadina che diventano preziose fondamenta di una cultura che non vuole, e non deve, andare perduta.
Il documentario è andato in onda, in anteprima, domenica 9 novembre e, successivamente, martedì 18 novembre in prima e seconda serata al cinema Hesperia di Castelfranco Veneto, con un successo di pubblico che ha lasciato Antonello sentitamente commosso da tanto affetto.
Antonello dedica, da una vita, il suo tempo libero all’umile gesto del raccogliere le foglie, per poi studiarne i colori, stirarle ed assemblarle dando vita a dei quadri che sono intarsi di foglie secche raffiguranti il mondo rurale veneto del secolo scorso.
Le immagini sono semplici e genuine, le scene raffigurate provengono dalla quotidianità contadina, che la naturale bellezza delle foglie rende viva e vicina in un risultato artistico di potente sincerità.
“Siamo orgogliosi di aver narrato la storia della nostra terra e di aver valorizzato l’opera di Lanfranco” hanno dichiarato Marchesan, Marchetti e Bellini, che stanno ora cercando di promuovere il loro lavoro portandolo in nuovi spazi e nuovi contesti al fine di farlo conoscere il più possibile.
Antonello da inizio alla sua carriera artistica nel 1969 con una rappresentazione di papa Giovanni XXIII, per poi perfezionare la sua tecnica ed il suo stile (disegno realizzato a matita su tavola, predisposizione della foglia mediante stiratura e stesura dei vari colori) nelle opere dedicate al mondo rurale e in altri ritratti celebri quali, ad esempio, il ritratto di John Fitzgerald Kennedy (attualmente esposto al Kennedy Memorial) e quello del 1997 di papa Giovanni Paolo II, consegnato personalmente dall’artista al pontefice.

Antonello ha ringraziato, commosso, il pubblico e i tre registi esprimendosi in dialetto veneto, lo stesso dialetto che sentiamo nel documentario e che è parte di quel tesoro inestimabile qual è la civiltà veneta.
“Ci impiego anche sei o sette mesi per un lavoro, ma riesco a farlo solo perché amo questa terra e voglio che le storie dei contadini non vadano perdute”.


TESTO Elisa De Conti

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