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Il taliàn “Patrimonio Culturale Immateriale del Brasile”

Prima lingua minoritaria brasiliana a ricevere tale riconoscimento, il prossimo 18 novembre il taliàn (singolare miscela su base veneto-centrale di termini brasiliani) diventerà “Patrimonio Culturale Immateriale del Brasile”, con una cerimonia presieduta dal Ministro Federale della Cultura del Brasile Marta Suplicy.


Una grande soddisfazione per il presidente della Fibra (Federazione delle Associazioni Italo-Brasiliane del Rio Grande do Sul) Paulo Massolini, chirurgo di lontane origini vicentine che, in questi ultimi anni, è stato il vero artefice del movimento per il riconoscimento del taliàn, con molteplici iniziative per la tutela, la valorizzazione e il riconoscimento dell’ultima lingua neo-latina conosciuta, una lingua viva usata quotidianamente anche in ambito professionale ed universitario come nella musica, nella letteratura e nello spettacolo.
Darcy Loss Luzzatto, autore di un vero e proprio Vocabolario Brasiliano-Taliàn, la descrive così: “I nostri vecii, co i ze rivadi, oriundi de i pì difarenti posti del Nord d’Italia, i se ga portadi adrio no solche la fameia e i pochi trapei che i gaveva de suo, ma anca la soa parlada, le soe abitudini, la soa fede, la so maniera de essar… Qua, metesti tuti insieme, par farse capir un co l’altro, par forsa ghe ga tocà mescolar su i soi dialeti d’origine e, cossita, pianpian ghe zen assesto sta nova lengua, pi veneta che altro, parchè i veneti i zera la magioranza, el taliàn o Veneto brasilian”.
Nel comune di Serafina Correa (Rio Grande do Sul), il taliàn è lingua ufficiale delle fiera di fine luglio sin dal 1988 ed è proprio da questo paese che è iniziato l’impegno il suo riconoscimento.

Massolini dedica questo importante traguardo a Padre Rovilio Costa, studioso, editore e animatore delle comunità dei tre stati meridionale del Brasile (Rio Grande do Sul, Paranà e Santa Caterina), figura centrale della cultura taliàna e monumento vivente per tutti i Veneti in Brasile, mancato nel 2009.
La cultura veneta è sopravvissuta nel corso dei flussi migratori iniziati a fine Ottocento (nel periodo post-unitario, che fu tragicamente disastroso per il Veneto), radicandosi con forza nelle comunità venete in Brasile che l’hanno mantenuta viva fino al giorno d’oggi, conservandone lingua, tradizioni ed usanze.



TESTO Elisa De Conti 





 

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