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La cucina veneta arriva nello spazio

La padovana Del Santo, azienda all’avanguardia che opera nel settore alimentare da oltre trent’anni, è stata scelta, dopo un’accurata selezione, come fornitrice ufficiale per i rifornimenti per la prossima missione nello spazio “Futura”, che partirà il 24 novembre prossimo dal cosmodromo di Baikonur, in Kazakistan, e durerà sei mesi, con sedici giri attorno al globo ogni giorno.

Dal risotto pollo, funghi e zafferano alle insalate di quinoa, dalle zuppe di legumi, cereali e verdure ai dolci smoothie alla frutta, questi sono solo alcuni piatti della lunga e variegata lista proposta da Del Santo per gli astronauti.

L’azienda, fondata quarantatrè anni fa da Gianni De Cecchi, è stata selezionata dall’ESA (Ente Spaziale Europeo) insieme all’Argotec di Torino, celebre azienda aerospaziale italiana, e si è dimostrata all’altezza del difficile compito di ricerca sulle potenzialità dei cibi, ricerca che è durata un anno e mezzo.

La scelta di unire alla missione aerospaziale un progetto legato alla nutrizione ed alla nutrigenomica, scienza che studia le interazioni tra l’alimentazione e il Dna, arriva proprio dalla protagonista di “Futura”, l’astronauta trentina Samantha Cristoforetti, prima donna nello spazio della storia dell’aviazione italiana e salutista con una vera cultura del mangiar sano, che si è rivolta allo chef del Campiello di Monselice Stefano Polato, appassionato della materia.
“Ci siamo concentrati soprattutto sulle potenzialità anti età di alcuni cibi, perché l’argomento è di grande interesse per gli astronauti visto che sei mesi nello spazio invecchiano le cellule degli esseri umani come dieci anni sulla Terra” spiega Polato.
Chiaramente, tale processo regredisce una volta tornati a casa, ma la possibilità di attenuarlo attraverso l’alimentazione rappresenta una possibilità da non trascurare.
“Finora a produrre alimenti per lo spazio sono stati quasi esclusivamente gli americani e i russi” continua Polato, “il che significa carne in gelatina, pasta liofilizzata… Noi abbiamo utilizzato tutti prodotti biologici e biodinamici, in qualche caso perfino presidi Slow Food”.
Gli alimenti, una volta liofilizzati e cotti, sono stati confezionati in speciali accoppiate di alluminio che possono essere scaldate in microonde o in apposite valigette munite di resistenza messe a disposizione degli astronauti, e saranno anche messe in commercio da Argotec per tutti i curiosi a cui dovesse venire voglia di gustare una cenetta “spaziale”: tre minuti in microonde e il piatto è servito.

L’eccellenza veneta, questa volta, ha raggiunto davvero le stelle!

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