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La rinascita della via veneta della seta

Giampietro Zonta e la designer di gioielli Daniela Raccanello dell’azienda orafa D’orica di Nove, in provincia di Vicenza, sono i protagonisti dell’ambizioso progetto che mira al ripristino della via veneta della seta.

Il progetto, presentato lo scorso 15 novembre a Marostica dalla nuova rete d’imprese Energitismo e supportato dal CRA (Centro Ricerche Agroalimentari) di Padova e da tre cooperative sociali venete, ha come obiettivo quello di ricreare una seta etica (in quanto rispetta e valorizza il lavoro delle cooperative sociali) 100% italiana per produrre una collezione unica e originale di gioielli in seta e oro.
Grazie al prezioso contributo del tecnico esperto Aldo Roncato e dell’ingegnere dell’automazione Salvatore Gullì è stata rimessa in funzione una filanda industriale del 1971, unico esemplare italiano funzionante che permette la sperimentazione, attualmente in uso a Castelfranco Veneto. Questo ha permesso di ricostruire in modo preciso e puntuale, come ci tiene a sottolineare Zonta, l’intero ciclo produttivo per rilanciare le nuove produzioni di seta etica 100% italiana.
“La scorsa estate” racconta la Raccanello, “ho disegnato una nuova collezione di gioielli ricercando un filato che avesse la stessa preziosità ed eleganza dell’oro. Insieme a mio marito Giampietro abbiamo individuato nella seta la perfetta sinergia con la produzione dei nostri manufatti, ma doveva essere una seta made in Italy per essere in linea con i nostri valori aziendali”.
Grazie anche ai preziosi contributi del CRA-API di Padova, unico centro dell’Europa Occidentale a sostegno della bachicultura, di Campoverde di Castelfranco Veneto, di Ca’ Corniani di Monfumo e del bellunese Cantiere della Provvidenza, si è giunti alla realizzazione del primo prototipo, recentemente presentato a Dubai come dono di nozze: un gioiello in seta e oro e la tradizionale bossa bufona realizzata dai maestri ceramisti.
“Un ringraziamento speciale” dichiara la presidente di Energitismo Claudia Bettiol, “va a Silvia Cappellozza, direttrice del CRA di Padova, e ai suoi collaboratori, che fin da subito hanno creduto in questo particolare progetto. Sembra un sogno ma questo è quello che accade quando degli imprenditori ‘illuminati’, dei maestri artigiani e degli artisti uniscono la loro creatività per realizzare raffinate produzioni di altissima qualità”, e continua: “Ci piace l’idea di creare continue sinergie fra professionisti di alto livello per ottenere come risultato delle creazioni uniche e speciali nel loro genere”.




TESTO Elisa De Conti

 

 



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