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L’inarrestabile ascesa del Conegliano Valdobbiadene DOCG

In controtendenza rispetto all’andamento economico generale, il Prosecco Conegliano Valdobbiadene DOCG è cresciuto, nel 2013, del 6,6 %, per un giro di affari di 327,2 milioni di euro.

Questo secondo le anticipazioni del rapporto del Centro Studi del Distretto del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, stando al quale anche l’export, soprattutto verso gli Stati Uniti, occupa un ruolo di primo piano nel mercato del Prosecco: una crescita dello 0,6 %, rappresentando lo sbocco per quasi il 43 % della produzione, per un valore di 132,2 milioni di euro, pari a 28,5 milioni di bottiglie.
“Stiamo vincendo una grande scommessa, quella della rivoluzione del Prosecco attuata tra il 2008 e il 2009,” commenta il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, “che ha fatto di questo vino un’esclusiva mondiale del Nord Est italiano, valorizzando come DOCG le aree storiche di Conegliano Valdobbiadene e di Asolo. E’ un esempio di lungimiranza, ma è anche un successo che viene da un territorio dove si lavora ogni giorno per meritarselo e che nella sua variegata frammentarietà fatta da migliaia di aziende, da grandi a piccolissime, dimostra di saper percorrere lo stesso cammino nell’interesse di tutti. Se a questo dato aggiungiamo la crescente attenzione dei mercati internazionali per l’Asolo Prosecco Superiore DOCG” continua Zaia, “abbiamo un quadro davvero straordinario del percorso di successi non facili raggiunti da un vino che, dal Veneto e dalle due aree storiche della Marca Trevigiana, è diventato il maggiore fenomeno di mercato ed economico dell’enologia moderna”.

Traguardi di tutto rispetto per un prodotto come il Prosecco che, col tempo, ha saputo affermarsi facendosi portavoce di quei valori della tradizione tanto cari al Veneto, valori come qualità, impegno e amore per il territorio.

 

TESTO Elisa De Conti

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