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Premio Masi Civiltà Veneta 2014, i vincitori

Trentatrè anni sono passati da quando, nel 1981, Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, lo scrittore Cesare Marchi e il giornalista Giovanni Vicentini idearono questo simbolico riconoscimento, conferito a personaggi originari delle Venezie che si sono distinti nei campi della letteratura, dell’arte, del giornalismo, della scienza, dello spettacolo e dell’economia, e che con la loro attività si sono fatti portatori dell’eccellenza veneta nel mondo.

Quest’anno il Premio Civiltà Veneta, consegnato nel corso della tradizionale cerimonia al Teatro Filarmonico di Verona e consistente in una botte di Amarone Masi come simbolo della civiltà veneta, se lo sono aggiudicato lo sceneggiatore padovano Umberto Contarello (tra gli autori dello script de “La Grande Bellezza”), lo storico contemporaneista Mario Isnenghi e il trevigiano Alberto Passi, erede della settecentesca Villa Tiepolo Passi, per le oltre 150 ville venete aperte al pubblico.
Il secondo riconoscimento, il Premio Civiltà del Vino, nasce con l’obiettivo di valorizzare l’antica cultura della vite, e  quest’anno è andato al celebre tenore Andrea Bocelli, proprietario, con il fratello Alberto, di una cantina a Lajatico, in provincia di Pisa.
Terzo ed ultimo premio dell’iniziativa, il Premio Internazionale Grosso d’Oro Veneziano, è dedicato a quelle personalità che hanno contribuito a diffondere un messaggio di cultura e progresso civile nel mondo ed è rappresentato dalla prima moneta d’argento della Serenissima, coniata alla fine del Trecento. Quest’anno, vincitrice del Grosso d’Oro è la giornalista bielorussa Svetlana Alexievich, autrice di libri in cui si fa testimone della realtà sovietica contemporanea.


La forte identità regionale si conferma, da sempre, una componente viva e radicata nella cultura veneta.
“Sono tutto fuorchè un venetista. C’è davvero chi crede che la storia di Venezia sia finita nel 1797? O che il Veneto sia quello che è stato spesso raffigurato, una patria bianca di parroci, balie ed alpini avvinazzati? Cerco di raccontare i fatti, che hanno ancora una loro realtà oggettiva. Per esempio, che è esistito un polo industriale come quello di Marghera, che a Treviso si votava repubblicano o, ancora, che Giacomo Matteotti era un veneto. Anche questo compone la nostra identità.”
Con queste parole lo storico Isnenghi commenta il suo operato, in relazione anche al suo essere veneto.

Cultura, lavoro e valori. Questo il Premio Civiltà Veneta, da 33 anni, vuole premiare.
“Impresa e cultura si appartengono e si integrano”, sostiene il patron Sandro Boscaini, “e di questo principio il Premio Masi è stato, oltre trent’anni fa, un vero antesignano”.

TESTO Elisa De Conti

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