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Riapre il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto

Dopo un restauro durato due anni, lo scorso martedì 11 novembre ha finalmente riaperto il Museo della Battaglia di Vittorio Veneto.

“La vera sfida del nuovo museo non è quella di ‘spiegare’ quanto, piuttosto, quella di ‘raccontare’. Un museo per tutti i gusti, dove ogni visitatore ha la possibilità di trovare il proprio livello di interesse e la propria interfaccia di comunicazione. Ed un museo per tutti i sensi, da guardare ma anche da toccare, da ascoltare, da gustare, da sentire, da annusare” spiega la direttrice Maria Cristina Scalet, che ha pensato al nuovo spazio, all’interno del cinquecentesco Palazzo della Comunità di Ceneda in Piazza Giovanni Paolo I, articolandolo in tre sezioni, sulla base dei reperti storici che già facevano parte del corpo espositivo, integrati alle nuove acquisizioni ed alle moderne tecnologie introdotte dai lavori di restauro ed ammodernamento, lavori del costo di tre milioni di euro.
Tra le preziosità presenti nel Museo, il proclama originale che annunciò la fine della Grande Guerra firmato dal Generale Armando Diaz, gentilmente regalato alla città da un ragazzo del ’99, le cui parole troviamo citate pressochè ovunque tra municipi e caserme in tutta Italia: “I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”.
“Una collezione che nel centenario del primo conflitto mondiale” ha commentato il sindaco di Vittorio Veneto Roberto Tonon il giorno dell’inaugurazione, “aveva tutto il diritto di assumere una veste moderna. Con questo nuovo allestimento contiamo di saldare un debito di riconoscenza per le tante vite spezzate e di fare un grande investimento nella cultura del ricordo e della pace”.

   
Fin dall’ingresso nella prima sezione, dedicata alla vita in trincea, il visitatore viene totalmente assorbito dal contesto sapientemente ricostruito grazie ad effetti scenografici di luci, suoni, immagini in movimento, odori e sensazioni atte a ricreare l’atmosfera dei combattimenti, dal terreno che trema sotto i piedi alla puzza della polvere da sparo.
Il coinvolgimento emozionale continua nelle sezioni successive, la seconda dedicata alla quotidianità durante l’occupazione che ha interessato, tra il novembre del 1917 e l’ottobre del 1918, gran parte dell’Italia del Nord ed in particolar modo la zona della sinistra Piave, e la terza interamente incentrata sulla Battaglia finale di Vittorio Veneto, che avrà come esito conclusivo, con l’armistizio di Villa Giusti, la definitiva scomparsa dell’Impero Austro-Ungarico.
“Finalmente possiamo confrontarci in maniera paritetica con la Normandia;” ha osservato il Presidente della Provincia di Treviso Leonardo Muraro, “noi per la prima e loro per la seconda guerra mondiale, entrambi abbiamo un museo di storia degno di questo nome, in grado di generare importanti flussi turistici”.

Un autentico punto di riferimento di grande importanza a livello storico e nazionale, uno scrigno di testimonianze di un periodo in cui, per dirla con le parole dello storico e politico britannico Herbert Fisher, “ogni nazione era convinta che la propria causa fosse giusta, si credeva minacciata da un perfido nemico bramoso di ucciderla, e pensava che soltanto la propria vittoria potesse salvare l'ordine morale nel mondo”.


Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale: www.museobattaglia.it


TESTO Elisa De Conti



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