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Riapre Valsanzibio, il favoloso giardino di Villa Barbarigo

27 febbraio 2015



Sabato 28 febbraio 2015
riapre al pubblico uno dei più estesi ed integri giardini d’epoca europei, il parco di Valsanzibio, vicino Galzignano Terme, in provincia di Padova.

Lo storico giardino di Villa Barbarigo Pizzoni Ardemani, splendido gioiello di architettura barocca ai piedi dei Colli Euganei, è un raro esempio di giardino simbolico seicentesco ed occupa un’area di circa 80 mila metri quadrati contenenti 800 alberi di oltre 100 specie diverse.
Unico al mondo per la quantità di piante di bosso sempreverde, per la longevità delle stesse e per l’altezza che esse raggiungono in alcuni viali, il parco ha una straordinaria importanza artistica, storica e naturalistica, ma ancor più affascinante è il significato allegorico che caratterizza l’intero percorso, simbolico cammino dell’uomo verso la Salvezza.

“Questo giardino” spiega l’attuale proprietario della villa, Armando Pizzoni Ardemani, “è stato voluto da Gregorio Barbarigo (cardinale, vescovo di Padova e futuro santo) insieme a suo padre che, nel 1630, si rifugiò a Valsanzibio quando il parco non c’era e fece un voto al Signore perché salvasse la famiglia dalla peste bubbonica che imperversava a Venezia. Fu lui a decidere che, se con questo voto avesse graziato la famiglia, avrebbe fatto qualcosa di memorabile per commemorare la gloria di Dio. E infatti dal padiglione di Diana inizia un ‘cammino di salvificazione’ che, con varie tappe, arriva fino davanti alla villa, al Piazzale delle Rivelazioni. Il labirinto è una tappa importantissima di questo cammino, all’interno ci sono sette strade chiuse come i sette vizi capitali, chi vi incappa deve mestamente tornare indietro, pensare al peccato che ha commesso, chiedere la redenzione e proseguire fino ad arrivare alla torretta rialzata dove, libero dai peccati, ha le soluzioni a tutto quello che cercava”.

Suggestiva, inoltre, è la Calle Veneziana, una via unica al mondo che riproduce con le alte spalliere di bosso le tipiche viuzze ricavate tra gli edifici che troviamo a Venezia. Proseguendo, accanto all’Isola dei Conigli troviamo il più vecchio esemplare in Europa di Cipresso della California, le Magnolie grandiflora e, alla rocciosa Grotta dell’Eremita, l’alta Sequoia semprevirens e il maestoso Platano.
E ancora i numerosi cipressi sparsi nel giardino, i grandi Lecci, i Cedri atlantici e Diodara e i Cipressi delle Paludi e dell’Arizona: possedere alberi e piante provenienti dal Nuovo Mondo, trasportati attraverso l’oceano ed irrigati con acqua dolce durante la traversata atlantica, era un tempo segno di prestigio e potere della casata nobiliare.
Dal 1929 proprietari della spettacolare tenuta, i Nobili Pizzoni dei Conti Ardemani hanno riparato i danni causati dall’occupazione militare e dal forzato abbandono dell’ultimo conflitto mondiale, ripristinando di recente tutti i trentatre punti d’acqua del giardino compromessi da ottant’anni di progressivo impoverimento sorgivo.

In occasione della riapertura al pubblico e del 350° anniversario del Giardino di Valsanzibio (1665-2015), durante tutto il 2015 verranno organizzate numerose iniziative di vario genere in Villa: seminari, spettacoli e mostre per celebrare la Versailles veneta, preziosa perla dei Colli Euganei.

Per maggiori informazioni, consultare il sito ufficiale www.valsanzibiogiardino.it







TESTO Elisa De Conti

 

 

 



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