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Turismo e lavoro: la via veneta

Il Veneto, prima regione italiana per presenze turistiche, dà il via ad un progetto di formazione regionale anomala che coinvolge il settore del turismo in un’ottica che anticipa e forma figure professionali attualmente non ancora contemplate nel mondo del lavoro.

L’iniziativa, realizzata con fondi europei, parte da una convinzione ben precisa, secondo la quale le professioni del settore del turismo starebbero gradualmente cambiando.  
Così come il direttore d’albergo si dovrà sempre più trasformare in un esperto di pubbliche relazioni, il project leader necessiterà di sempre maggiori competenze nel campo della comunicazione, e gli esperti di social media marketing diventeranno, col tempo, figure fondamentali all’interno di ogni realtà operante nel settore turistico.
Il progetto, promosso dalla Regione Veneto in paternariato con Ciset-Università Ca’ Foscari, Confcommercio, Confturismo, Manageritalia, Fiaet e l’Istituto Superiore per il Turismo di Jesolo, porta il nome ‘Fare rete per competere. Giovani al lavoro con meno giovani’ ed ha principalmente tre obiettivi: individuare le figure professionali del prossimo futuro, creare una sorta di osservatorio per monitorare costantemente il mondo del lavoro nel turismo e redigere un manuale dedicato agli imprenditori per gestire il ricambio generazionale (di cui si occuperà Ca’ Foscari, focalizzandosi sugli aspetti di ospitalità, turismo verde e attivo e turismo congressuale).
Il piano, che coinvolgerà fino ad aprile oltre trecento persone tra dipendenti delle imprese turistiche, formatori e dirigenti di Esac, disoccupati e imprenditori, si colloca in un’ottica di valorizzazione del turismo da sempre cara al Veneto e che, a ragione, esso fa ogni giorno più sua.


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