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Turismo in Veneto: orizzonti d'ottimismo

A fronte del weekend lungo dell’Immacolata appena trascorso, la Regione Veneto può dichiarare di guardare ad un futuro di crescita e rilancio del turismo regionale.

A Venezia il ponte si è chiuso con l’85% delle camere occupate, ed anche per quanto riguarda le vacanze di Natale si punta al tutto esaurito.
“C’era un’epoca nella quale l’albergatore sonnecchiava nella hall, in stanca attesa del cliente. Ma adesso, per fortuna, qualcosa sta cambiando” commenta il presidente di Confturismo Veneto Marco Michielli, sottolineando questo palpabile cambio di rotta in senso positivo, e continua: “Le prenotazioni in vista di Natale e Capodanno stanno arrivando a ritmo serrato, sicuramente ci saranno dei miglioramenti rispetto all’anno scorso. La crisi sta passando anche grazie alle iniziative di marketing e agi investimenti del settore”.
Gli investimenti in materia di comunicazione nell’anno 2014 ammontano a circa sei milioni di euro, la stessa cifra che è stata spesa anche per la riqualificazione dell’arredo urbano delle città per migliorarne l’accoglienza.
Le prospettive di crescita sono frutto, anche e soprattutto, dell’inventiva e dell’impegno degli addetti al settore, che stanno investendo fondi ed energie nel non trascurabile sistema di promozione sul web, attraverso, ad esempio, la collocazione nei siti di settore, le offerte speciali e il pagamento in bitcoin.
Di grande importanza anche la collaborazione tra colleghi di comparto per la realizzazione di manifestazioni ed eventi, come i mercatini natalizi, che da sempre attirano migliaia di turisti, e gli investimenti per conquistare le varie tipologie di turismo di nicchia (dal golf ai bikers, dal turismo religioso alla predisposizione di aree attrezzate per cani nelle spiagge del litorale adriatico).
Forte è l’aspettativa anche nei confronti del turismo dall’estero, nonostante si sia verificato un calo degli arrivi dalla Russia a causa della flessione del rublo. Al contrario, l’incremento è notevole da Germania, Austria, Polonia e Repubblica Ceca, incremento confermato dallo stesso CISAT (Centro Internazionale di Studi di Economia Turistica) di Ca’ Foscari: “Aumentano gli arrivi dagli Stati Uniti, dalla Cina e dal Giappone. A noi risultano consolidamenti particolari nei segmenti delle terme e del lago: ormai siamo di fronte ad apparati di wellness e le terme somigliano più a centri benessere che non a luoghi dove gli anziani si fanno i fanghi”.
La prima regione turistica d’Italia pare confermarsi legata a, e assolutamente degna di, un tale primato.  


TESTO Elisa De Conti

 

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