Col San Martino

Col San Martino è una frazione di Farra di Soligo, in provincia di Treviso che conta circa 3.000 abitanti che sorge lungo il torrente Raboso, addossandosi alle pendici delle colline che delimitano a nord il Quartier del Piave. A sud della frazione si estendono i palù, formazioni paludose tipiche del Trevigiano.

I reperti archeologici provano che l'area di Farra era abitata sin dall'epoca preistorica. Per quanto riguarda Col San Martino, Leo Berti e Cino Boccazzi parlano di monete e laterizi di epoca romana rinvenute nei dintorni della località Canal, a cui si aggiungono reperti di età imprecisata. Ulteriori ritrovamenti fanno pensare che per la zona transitasse una strada, la quale raggiungeva il Piave a Vidor.

Nel medioevo Col San Martino rappresentava un piccolo feudo dominato da un fortilizio, il quale sorgeva sul colle non per niente denominato "Castel" e dove oggi si trova la chiesetta di San Martino; alcuni suoi ruderi resistettero sino alla fine dell'Ottocento. Il territorio appartenne ai Collalto, ma sul finire del XIII secolo risulta possedimento della famiglia Col San Martino, legata al comune di Treviso; dalla metà del Trecento fu nuovamente dimora dei Collalto.

Come tutti i nobili della zona, anche i Col San Martino risiedevano perlopiù in città, dove ricoprirono numerose cariche pubbliche. In seguito i beni passarono in eredità ai Ramponi di Feltre, i quali sin dal XVI secolo possedevano nella zona terre, servi e oratori privati.

Sul finire del XIV secolo, il paese seguì le sorti di tutto il Trevigiano e passo alla Repubblica di Venezia. Ancora nel Settecento la località appare organizzata in due comuni: Col San Martino alla destra del Raboso e Posmon alla sinistra.

Durante la Grande Guerra Col San Martino versò un grave tributo in termini di vite umane: morirono 88 soldati del luogo e, con l'occupazione seguita alla Rotta di Caporetto, la popolazione dovette lasciare il paese, cosa che provocò la morte di 264 civili per stenti.

Tratto da Wikipedia

 

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