Feltre

Comune italiano di 20.601 abitanti della provincia di Belluno. È il principale centro del Feltrino.

Posizionato tra gli argini del Fiume Piave e le Dolomiti bellunesi, questo piccolo centro dalla possente cinta muraria, è stato ambito nei secoli per la sua posizione geografica strategica.

ha l'aspetto di un borgo verticale. La Porta Imperiale celebra a distanza di secoli il passaggio dell'imperatore Carlo IV, mentre gli eleganti palazzi del centro storico, dalle facciate superbamente decorate, gli hanno conferito l'epiteto di urbs picta. Passata sotto diversi dominatori, fino ad approdare alla Serenissima, Feltre fu rasa al suolo tra il 1509 e il 1511. Eppure la sua possente cinta continua ancora oggi ad affascinare i visitatori.

Già abitata in epoca preistorica e forse protostorica, Feltre divenne importante 'Municipium' romano a partire dal II secolo a.C. In epoca imperiale fu strategico snodo economico e militare lungo la strada Claudia Augusta Altinate, che congiungeva Altino, città paleo-veneta porto sull'Adriatico, alla Rezia, nella mai domata area danubiana.

Le strade romane furono facile via di penetrazione per i 'barbari' che si susseguirono ad ondate al declino dell'impero romano. Feltre venne più volte devastata dai Visigoti, dagli Unni, dagli Alani ed infine dai Longobardi di Alboino (569).

città di Feltre Con il dominio Carolingio (VIII sec.) e per tutto il medioevo si afferma il principato dei Vescovi-Conti con sede a Belluno. Nel X secolo il Vescovo Giovanni II estende il dominio su tutto il bacino del Piave e oltre, dal Cadore, a Feltre e al Primiero, a Bassano e parte della Valsugana, al Pordenonese e fino a Jesolo.
Quindi l'epopea Ezzeliniana (XIII sec., Ezzelino III il tiranno) che stravolge gli equilibri feudali e apre la stagione delle Signorie e dei Comuni. E' la volta dei trevigiani Da Camino, degli veronesi Scaligeri, dei padovani Carraresi e perfino dei milanesi Visconti.

Ma l'impronta urbanistica più caratterizzante è data dall'epopea veneziana di terraferma, con la 'dedizione alla Serenissima' del 1404. Unica interruzione guerresca nel 1510, con la rovinosa distruzione da parte delle truppe di Massimiliano d'Asburgo, scese nel Veneto con la Lega di Cambrai, che misero 'a ferro e fuoco' la città e tutto il feltrino.
Prontamente ricostruita con generosissimi interventi, seguirono i secoli di 'pax' Serenissima, prosperità e ricchezza conclusa con l'arrivo di Napoleone.

Gli ultimi due secoli vedono la corsa a depredare queste terre. Dopo le campagne napoleoniche, il regno Lombardo-Veneto, le disastrose guerre d'Indipendenza, o meglio di conquista, dei Savoia sfociate nel regno d'Italia.

Una specie di sfruttamento coloniale che restituisce miseria, pellagra ed il grande dramma dell'emigrazione ottocentesca, che ha devastato intere lande feltrine e sul quale si abbatte un dramma ancor più terribile. La Grande Guerra, vissuta principalmente sulla pelle e sulle terre Venete, Trentine, Friulane e Giuliane.

il Castello di Alboino
Edificato dai longobardi nel VI secolo su precedenti strutture romane e più volte distrutto, l'articolato complesso riedificato nell'XI secolo con modifiche del XII e XIII secolo, del quale rimangono la Torre dell'Orologio e l'imponente torre comunale. E' il 'faro' della città, visibile da tutte le contrade feltrine.

Comprendeva strutture varie ora incorporate in successivi rimaneggiamenti e cambi d'uso, adibiti sia a vani abitativi che a depositi militari.

Santuario Santi Corona e Vittore ad Anzù di Feltre
I due martiri del II secolo sono i protettori della città.
I resti sono stati portati a Feltre dai Crociati di ritorno dalla Siria.

La primitiva chiesa è stata edificata per volontà del crociato Giovanni da Vidor nell'XI secolo e successivamente ampliata a monastero con la costruzione di un bellissimo chiostro nel '400.
E' il monumento religioso più importante dell'area feltrina.
Conserva preziosi affreschi di scuola giottesca.


tratto da magicoveneto.it

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