Recoaro Terme

Recoaro Terme è un piccolo comune montano di circa 6200 abitanti in provincia di Vicenza ai piedi delle Piccole Dolomiti, situato sul fondo ad una valle chiamata Conca di Smeraldo, nel comprensorio dell’Alta Valle dell’Agno al confine con la regione trentino.

Immerso in una valle verdeggiante, l’ambiente, la natura e la bellezza dei suoi posti, offrono la possibilità di svolgere numerose attività di svago, con proposte legate sia al benessere che alla vacanza attiva, per sportivi ma anche per le famiglie, con percorsi naturalistici a portata di tutti. 

Recoaro è famosa per le sue terme raggiungibili a piedi dal centro del paese in cinque minuti, situate all’interno di uno splendido parco attrezzato di 22 ettari, con numerose specie di piante e arbusti secolari.

Presso le Fonti Centrali sgorgano cinque tipi di acque minerali (Lora, Lorgna, Amara, Nuova, Lelia),  l'oligominerale Lora è commercializzata, mentre le altre acque minerali sono utilizzate nelle terme delle Fonti Centrali dalla loro scoperta nel 1689.

La zona di Recoaro venne abitata nel corso del XIII secolo da dei coloni germanici: il primo documento ufficiale che nomina la "villa" di Rovegliana risale al 1262. La frazione fu inizialmente il centro principale della conca, data la posizione favorevole, esposta al sole, rialzata sulle colline, mentre il capoluogo, pur abitato, si sviluppò in seguito.

Nel XIV secolo la zona del vicentino fu sottoposta alle signorie prima degli Scaligeri e quindi dei Visconti, finché nel XV secolo non subentrò la Repubblica Veneta, che mantenne il proprio predominio fino al XVIII secolo. Tracce della dominazione veneziana si possono trovare nel leone di San Marco, originariamente posto a Rovegliana e oggi conservato in municipio, e in tracce di disboscamento nella zona di Recoaro Mille.

Importante fatto nella storia di Recoaro fu la scoperta delle acque minerali nel 1689, ad opera del conte Lelio Piovene (da cui la sorgente prese il nome di Lelia). Nel Settecento Recoaro conobbe un primo sviluppo a causa del termalismo, ma fu solo nell'Ottocento che il paese ebbe una vera e propria crescita legata allo sfruttamento curativo delle acque. Nel frattempo, seguendo le sorti del Lombardo-Veneto, al crollo della Serenissima il territorio comunale era passato all'Impero Asburgico, sotto la cui giurisdizione rimase fino al 1866.

Durante la seconda guerra mondiale Recoaro fu anche sede di un comando nazista, sotto la guida del feldmaresciallo Albert Kesselring, sostituito dal colonnello Heinrich von Vietingghoff-Scheel nel marzo 1945. Le truppe tedesche occuparono molti edifici, fra cui anche le Fonti, che vennero bombardate dagli Alleati nell'aprile 1945. L'attacco bellico rase al suolo il complesso termale e decretò la resa degli occupanti e la fine nel territorio della Seconda Guerra Mondiale.

Lo stemma raffigura un gallo nell'atto del cantare, appoggiato su tre cime, contornato da una corona araldica e da un cielo con tre stelle. Il simbolo fu scelto nel 1654 dal primo Arciprete di Recoaro, don Paolo Fracasso che lo fece affiggere nel muro a nord della casa canonica con alcuni versi rimati:

"Il gallo vigilante in questa parte
come l'Augello di Marte
Fu da Paolo Fracasso
scielto dell'Alpi a custodire il Passo."

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