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Altri 4 borghi, altre quattro perle del Veneto

Se vi è piaciuto l'articolo precedente vi proponiamo il seguito, raccontandovi altri quattro borghi considerati perle del Veneto.

 

Cison di Valmarino, in provincia di Treviso, è famosa per il Castello Brandolini che racchiude tra le sue mura circa 2000 anni di storia. Ideale punto di partenza per passeggiate ed escursioni a contatto con natura e storia nella cornice prealpina, offre ai suoi numerosi visitatori diversi itinerari: carrabili o percorribili a piedi, in bicicletta e a cavallo. Da non perdere è il percorso le Vie dell’Acqua che sale dal centro storico e costeggiando il torrente Rujo si snoda nel bosco per raggiungere loc. Valle di San Daniele, rivelando la presenza di antichi mulini ed altre opere idrauliche, interessanti testimonianze di archeologia industriale.

 

 

Marostica, in provincia di Vicenza, è soprannominata la città delle ciliegie, della cultura e degli scacchi; sembra disegnata sopra ad un tappeto verde lungo la fascia pedemontana che va dall’Astico al Brenta.  

Il primo simbolo che si incontra dell’epoca passata sono le mura di cinta che risalgono all’epoca scaligera. Tra gli edifici più belli della città ci sono due i Castelli, quello Inferiore e quello Superiore. Da non perdere nemmeno il grande parco che comprende il versante del colle Pausolino, inserito dentro la cinta muraria. Pini marittimi, cedri, abeti e cipressi secolari rendono magica questa splendida città.

 

 

Cittadella, in provincia di Padova, è a pianta circolare ed è circondata interamente dalle mura, con fossato annesso, proprio come in tutte le storie che ci raccontavano da bambini. Di recente, grazie ai lavori di mantenimento e ristrutturazione, è stato messo in sicurezza il camminamento di ronda. Viene considerata una delle città più vivaci dell’alto Veneto.

Portobuffolè, in provincia di Treviso, è un piccolo gioiello medievale del veneto. Per entrare si passa dal ponte che immetteva alla Porta Trevisana, distrutta nel 1918. Dalla piazza si arriva in breve a Casa Gaia, una splendida dimora del Trecento in cui visse fino alla morte, avvenuta nel 1311, Gaia da Camino. Fu lei a trasformare quella che era una casa torre in una piccola reggia. Assolutamente da non perdere assaggi della cucina tipica con gnocchetti al sugo d'anatra, rognone di vitello, risotto al piccione, baccalà, trippa e un piatto di antico sapore contadino come la zuppa matta, a base di zucca, pane, latte e funghi.

Le vie, le piazze e i suggestivi angoli di Portobuffolè tornano una volta l'anno al loro splendore medievale in occasione della rievocazione storica "Portobuffolè, XIII Secolo".

 

 

Nell'antichità il comune di Bevilacqua, in provincia di Verona, era attraversato dal fiume Adige, che passava per i comuni di Montagnana, Casale di Scodosia e Saletto (provincia di Padova). Non era arginato come oggi, quindi era spesso soggetto di rotte devastatrici, che distruggevano economicamente e fisicamente il territorio impedendone un progressivo sviluppo economico e sociale.

Durante il dominio degli Scaligeri, verso il 1336, Guglielmo I Bevilacqua, luogotenente a Padova di Cangrande della Scala, per i servizi prestati alla famiglia degli Scaligeri, fu autorizzato a gettare le fondamenta di un castello oggi noto come Castello di Bevilacqua dal cognome della sua famiglia. Esso è situato sulla sponda occidentale del fiume Rabiosa, che separa il territorio veronese da quello padovano.

Si erano tutti dimenticati di questo borgo, quasi fu lasciato morire, fino a quando, negli anni ’80 tornò a risplendere. 

 

 

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