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Ara là che vecia in fresca!

Altrimenti detta “dietro liceo, davanti museo”.

Il modo di dire tipicamente veneziano “esser una vecia in fresca” si riferisce ad una donna, non esattamente di primo pelo ma, anzi, un po’ in là con l’età, che continua, con più ostinazione che buongusto, a vestirsi, atteggiarsi e truccarsi come se il tempo non passasse mai, quando invece è chiaro che, con il passare degli anni, alle forme del corpo che cambiano e al fatto stesso di non avere più vent’anni, dovrebbe conseguire un cambiamento di look. Quando ciò non avviene, il risultato è più che penoso e risultare ridicole è una certezza.

La parola vecia, in veneto, è utilizzata per indicare una signora anziana, brutta e malridotta, tanto che spesso è anche associato alla Befana (la vecia sul Panevin).
Per indicare una donna in età che ostenta una gioventù che, oramai, è solo un ricordo, sarà quindi facile sentir dire “àrà là che bea vecia in fresca che ‘riva!”, in riferimento all'usanza di sfruttare il freddo per la conservazione dei cibi. 





 

di Elisa De Conti

 

 

 

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