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Arzerè, il paesetto fantasma che racconta la storia

Lughezzano è un piccolo paese collocato a 600 mt. a sud di Bosco Chiesanuova in provincia di Verona.

La sua chiesa, dedicata a S.Bernardo di Chiaravalle, è anche Santuario della B.V. Addolorata, per  la zona della Lessinia e del fondovalle. Il primo edificio, portato a termine nel 1616 viene eseguito per volontà e ad opera degli uomini di Lughezzano.

La terribile peste del 1630 sconvolge l’operosa comunità locale: tutte le famiglie sono decimate, tanto che dietro alla chiesetta si assiepano le tombe di quanti sono stati colpiti dal morbo.

 

Ma non è di questo che vogliamo parlare.

Vogliamo riportarvi i ricordi di Yvonne Todesco, una signora che negli anni della seconda Guerra Mondiale ha vissuto a Arzerè, piccola frazione del comune di Lughezzano.  Seguendo la nostra rubrica CURIOSITA’ DAL VENETO ci ha inviato la sua esperienza, e noi la vogliamo condividere con voi, per non dimenticare che luoghi ora apparentemente abbandonati sprigionano forze inimmaginabili, trasudano storia, emozioni, ricordi, lacrime e gioia.

 

Yvonne:

 

“Vorrei ricordare ARZERE', frazione di Lughezzano sui Lessini veronesi. Vi ho trascorso da sfollata con la mia famiglia gli anni di guerra 1943, 1944. Erano anni duri, io ero una bambina e là ho vissuto nonostante tutto anche giorni felici. Mio padre Plinio, vecchio socialista, era consapevole che la guerra non sarebbe stata un trionfo per l'Italia e aveva provveduto a metterci in salvo per tempo. Lui invece militò nella Resistenza e morì a Buchenwald…ma questa è un'altra storia.

ARZERE' in quegli anni era pieno di vita, pieno di gente, sempre più sfollati arrivavano sfuggendo ai bombardamenti o alle persecuzioni razziali, si adattavano a vivere in qualsiasi posto. Noi eravamo fortunate, avevamo una casetta in pietra rosa con un bellissimo fossile nella facciata. Vi erano due piccoli alberghi-trattorie, una piccola scuola che io ho frequentato con due maestrine per 5 classi; la chiesetta veniva aperta ogni tanto, c'era un piccolo spaccio alimentari e con l'arrivo degli sfollati anche una sarta e una parrucchiera. La sera a volte si ballava nel cortile al suono della fisarmonica, altri giorni erano tristissimi per le notizie di rastrellamenti, morti etc… nel complesso per me cittadina sono stati giorni di scoperta della natura, il bosco, gli animali, le amichette e nonostante tutto anche spensierati! Ci sono tornata dopo molti travagli della vita 50 anni dopo e purtroppo quasi nulla era rimasto di quello che ricordavo: niente bar, niente scuola, niente gente, niente di niente… solo la vecchia signora Catina che dal balcone mi ha salutato con affetto. La strada provinciale che prima portava a Bosco Chiesanuova era ormai deserta, la veloce strada realizzata nel primo dopoguerra tagliava fuori Arzere' che era ormai un paesetto fantasma. Ormai ho più di 80 anni, spero riuscire a passare di là ancora una volta.”

 

Grazie Yvonne della tua testimonianza. E grazie a coloro che ci inviano informazioni utili a conoscere il nostro vasto ed unico paese. Continuate a scriverci: info@venetoworld.it

 

 Eva Nardo

 

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