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Carnevale di Venezia curiosità ed aneddoti

Con la festa veneziana sull'Acqua hanno preso avvio le celebrazioni del Carnevale di Venezia 2019. Nella rubrica dedicata alle curiosità, raccontiamo alcune curiosità e aneddoti storici sul carnevale veneziano.

Durante la Repubblica Serenissima il Carnevale non venne mai interrotto, neppure per la morte del Doge Paolo Renier avvenuta il 13 febbraio 1789, la suo decesso fu tenuto nascosto e reso pubblico solamente il 2 marzo, a festeggiamenti finiti.

La celebrazione pubblica del Carnevale a Venezia fu interrotta dopo la caduta della Repubblica di Venezia, e l'occupazione degli Austriaci e dei Francesi che bandirono molte usanze e tradizioni. Per volontà di Napoleone Bonaparte, venne proibito nel 1797 la possibilità di camuffare la propria identità, e vietato ogni festeggiamento di Carnevale che non si svolgesse nei palazzi privati. La celebrazione come festa pubblica venne cosi' ripresa solamente alla fine degli anni ’70, per merito di alcune associazioni e privati cittadini.

I maschereri erano gli artigiani che producevano le maschere, lavoravano tutto l'anno perchè l'usanza di indossare le maschere non interessava solamente il periodo di Carnevale, ma venivano indossate pubblicamente anche in altri periodi e/o in occasione di banchetti ufficiali e nelle feste della Repubblica. il Governo dovette intervenire in piu periodi per rivedere la legislazione.

“Buongiorno Siora Maschera!”: era il saluto che si poteva udire nelle calli e nei campi veneziani durante il Carnevale: questo testimoniava come durante il periodo di celebrazione del Carnevale, attraverso l'anonimato delle maschere e dei costumi che celavano la propria identità personale, spariva ogni riferimento alla classe sociale, sesso, religione, in una sorta di livellamento sociale, la nobiltà poteva confondersi con il popolo e viceversa, ricchi e poveri, erano considerati alla pari.

Durante il Carnevale era concesso perfino deridere pubblicamente le autorità e l'aristocrazia.
Erano concessioni tollerate e considerate uno sfogo alle tensioni e ai malumori della popolazione che si creavano all'interno della Repubblica di Venezia, che poneva rigidi limiti su questioni come la morale comune e l'ordine pubblico dei suoi cittadini.

La possibilità di nascondere completamente la propria identità sotto una maschera e un costume portò inevitabilmente eccessi e problemi di ordine pubblico. Sfruttando i travestimenti e quindi l'impossibilità di essere riconosciuti, i maleintenzionati ne approfittavano per compiere reati di varia natura, come scippi, ruberie e molestie.

Per motivi di ordine pubblico, e autorità dovettero introdurre a più riprese e per decreto delle limitazioni e divieti, come divieto notturno di circolare in maschera per la città o di entrare nei luoghi sacri, divieto di entrare mascherati da donne nelle chiese e nei monasteri, divieto di entrare mascherati nei bordelle e nelle case da gioco.

Le maschere tradizionali e piu comuni della Venezia del settecento erano la Bauta e la Moretta. La Bauta veniva accompagnata da un mantello nero "tabarro", era utilizzata anche nella vita quotidiana come un comune accessorio, utile nella sua forma per camuffare la voce. La Moretta invece era riservata alle signore, era una maschera ovale di velluto nero, utilizzata in origine dalle dame per recarsi a far visita alle monache, poi impreziosita e ornati da veli, velette e cappellini a falde, che donavano un aspetto molto misterioso e affascinante.

Una maschera curiosa, a forma a becco di uccello invece ha le sue origini nel 1600, autorizzata dalle autorità, veniva indossata dai dottori che facevano visita al lazzareto durante i periodi di pestilenza. Nella becco erano contenute delle erbe per purificare l'aria infetta che si respirava.

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