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Casanova, il veneziano dell'amore

Giacomo Girolamo Casanova (Nato a Venezia, 2 aprile 1725) è stato un avventuriero, scrittore, poeta, alchimista, matematico, filosofo ed agente segreto italiano, cittadino della Repubblica di Venezia. Morì in Boemia il 4 giugno del 1798. 

   

Fu avviato alla carriera ecclesiastica e nel 1743 prese gli ordini minori ma fu poi cacciato dal seminario; si laureò in Legge e iniziò una vita girovaga, toccando mete in tutta Europa, vivendo di espedienti e cambiando spesso nome (Conte di Farussi, Cavaliere di Seingault, Antonio Pratolini) per sottrarsi alle conseguenza dei suoi atti, molto spesso al limite della legalità. 

   

Di lui resta una produzione letteraria molto vasta ma viene principalmente ricordato come avventuriero e come colui che fece del proprio nome il sinonimo di seduttore. A questa fama contribuì verosimilmente la sua opera più importante: Histoire de ma vie (Storia della mia vita), in cui l'autore descrive, con la massima franchezza, le sue avventure, i suoi viaggi e i suoi innumerevoli incontri galanti.

 

 L'autobiografia del Casanova, a parte il valore letterario, è un importante documento per la storia del costume, forse una delle opere letterarie più importanti per conoscere la vita quotidiana in Europa nel '700. Si tratta di una rappresentazione che, per le frequentazioni dell'autore e per la limitazione dei possibili lettori, riferisce principalmente delle classi dominanti dell'epoca, nobiltà e borghesia, ma questo non ne limita l'interesse in quanto anche i personaggi di contorno, di qualsiasi estrazione, sono rappresentati in modo vivissimo.

 

  

Fra corti e salotti, Casanova sfiorò, quasi senza accorgersene, un momento di svolta epocale della storia. Conobbe molti fra i grandi del suo tempo e ne documentò gli incontri; erano fra questi personaggi come Rousseau, Voltaire, Madame de Pompadour, Mozart, Caterina II di Russia, Federico II di Prussia. 

  

 Alcune sue frasi famose:

  • L'amore mi serba in vita solo per permettermi di morire ancora. (...) Prendi l'anima mia e dammi la tua. 

  • Morire è come dover uscire dal teatro quando o spettacolo non è ancora terminato. 

  • So di aver vissuto perché ho avuto delle sensazioni. 

  • Felici quelli che senza nuocere a nessuno sanno procacciarsi il piacere, e insensati gli altri che si
    immaginano che l'Essere Supremo possa rallegrarsi dei dolori e delle pene e delle astinenze ch'essi gli offrono in sacrificio. 

 

 

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