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Credenze e superstizioni

Talvolta i vecchi raccontavano leggende e storie, mescolando le une alle altre in modo che non si possa discernere il vero dal falso.

Nella zona di Valmareno, ai piedi del Col de Moi, si ode ogni sera il lamento delle anime del Purgatorio, ed è proprio in questo posto che delle rocce formano un grande seggiolone: “el caregon del diavol”, su cui il diavolo siede nell’attesa di qualche anima in pena gli venga assegnata.
Così descrive Antonio Moret questa zona: “Nessun cristian vol passar de là, gnanca de dì, e le bestie le se ferma nasando l’aria co la testa alta e coi pei dreti sula schena”.

Se fuori urla il vento, dicono che quello è un gemito di Bianca di Collalto, murata viva in una torre del castello di Collalto. Chi poi non crede a queste leggende, non ha che da recarsi, a mezzanotte, nella campagna sottostante a Cison di Valmarino, al crocevia detto Capitel dell’Abate: vedrà certo passare a cavallo l’ombra dell’Abate di Nervesa. 

In quelle notti di paura, la processione di anime e di spiriti maligni ogni tanto si arrestava e i fantasmi cominciavano a gridare, a bestemmiare e guai se qualche buona anima si trovava intorno: sarebbe rimasta stregata.

Ancor oggi si evidenziano certe situazioni che hanno carattere di superstizione come: non intrecciar mai dei segni di croce, non segnalare mai col dito (“far de deo”), spargere il sale e rompere una bottiglia o uno specchio, regalare coltelli, forbici , aghi ed altri oggetti taglienti o con la punta; inoltre non vanno mai regalati fazzoletti (portano pianto).

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