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Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, la prima laureata della storia

Coraggio e anticonformismo hanno da sempre contraddistinto lo spirito e la tempra delle donne veneziane. Non faceva eccezione Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, indicata anche come Elena Lucrezia Corner, erudita italiana nata a Venezia il 5 giugno 1646 e universalmente ricordata come la prima donna laureata al mondo. 


Quinta dei sette figli del nobile veneziano Giovan Battista Corner e della popolana Zanetta Boni, Elena dimostra fin dall’infanzia di possedere capacità di apprendimento e curiosità straordinarie, ulteriormente assecondate e stimolate dal padre, grande uomo di cultura, che ne favorì in tutti i modi la crescita culturale mettendo a sua disposizione i migliori insegnanti di greco, latino, scienze, filosofia e teologia. Non contenta, Elena imparò anche l’ebraico e lo spagnolo da un rabbino.
Regole e limitazioni sono parole il cui suono non dev’essere mai piaciuto a Elena. A 21 anni la giovane assetata di sapere prese i voti, diventando oblata benedettina, ma, pur rispettando i voti delle monache, continuò a vivere in famiglia.
Ben presto nota tra gli studiosi italiani, la Corner fu accolta in varie Accademie di tutta Italia e, in poco tempo, la sua fama si estese anche all’estero.
Dopo che Elena ebbe tenuto a Venezia una pubblica disputa di filosofia in lingua greca e latina, il padre chiese che l’Università (a quei tempi definita Studio di Padova) assegnasse alla figlia la laurea in teologia, alla quale si oppose energicamente il vescovo di Padova, Gregorio Barbarigo, sostenendo che fosse “uno sproposito dottorar una donna” e che sarebbe stato un “renderci ridicoli a tutto il mondo”. La donna era, al tempo, considerata appunto inferiore rispetto all’uomo, ed incapace di ragionamenti difficili.
Fu così che iniziò una lunga polemica tra lo Studio di Padova, che aveva acconsentito alla laurea, e il cardinale Barbarigo, polemica che durò fino a che, il 25 giugno 1678, all’età di 32 anni, la Corner sostenne la sua dissertazione e fu accolta nel Collegio dei medici e dei filosofi dello Studio padovano, benché non potesse comunque, in quanto donna, esercitare l’insegnamento. La laurea le fu, quindi, concessa, ma in filosofia, non in teologia.
La cerimonia di proclamazione rese giustizia alla giovane laureata: l’aula era stracolma, tutti gli occhi erano per lei, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia era diventata una vera e propria celebrità.
Stabilitasi a Padova, già gravemente malata, Elena morì non molti anni dopo, all’età di 38 anni.

A lei, prima donna laureata della storia, sono dedicati una statua ai piedi dello scalone della sede dell’Università degli Studi di Padova, il Bo, una piccola targa sul muro del palazzo natale lungo il Canal Grande (oggi sede del Municipio di Venezia), una vetrata a colori nella biblioteca del Vassar College a Poughkeepsie (New York) e un cratere di 26 chilometri di diametro sul pianeta Venere.
Non una scuola, non un istituto, non una via né una piazza né, tantomeno, un palazzo in tutta Italia.
La sua storia non viene raccontata a scuola, né il suo caso nominato, se non da qualche rara eccezione di professore sinceramente vocato alll’insegnamento.
L’Italia vanta la prima donna laureata al mondo, ma, come la maggior parte dei tesori che costituiscono la sua inestimabile ricchezza, preferisce tenerlo nascosto, lontano da occhi indiscreti, distante dall’ammirazione del mondo. Sia mai che quanto abbiamo di bello, prezioso e interessante possa costituire una fonte di privilegio, apprezzamento, considerazione e anche, addirittura, riscontro economico nei confronti del nostro Belpaese da parte del resto del mondo.



di Elisa De Conti

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