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Francesco Morosini, Doge condottiero che amò solo la sua gatta

Noto nei libri di storia come ‘il Peloponnesiaco’, Francesco Morosini è stato il 108° doge della Repubblica di Venezia, precisamente dal 1688 fino alla sua morte, nel 1694.

Cresciuto senza la madre Maria, morta in circostanze sospette, annegando nel tentativo di salvare il marito Pietro caduto in acqua, il Morosini crebbe con un carattere ribelle ed un’attitudine militaresca. Nonostante fosse stato indirizzato a studi classici, egli dimostrò fin da subito molto più interesse nei confronti di armi, battaglie e strategie, arruolandosi ben presto nelle armate venete e dedicandosi in maniera assoluta alla vita militare.
Le sue imprese navali in Grecia, durante le quali si distinse come un valoroso condottiero, gli valsero il soprannome di ‘Peloponnesiaco’.
Nella sua vita ebbe un ruolo di primo piano un animale che, da sempre, ha rivestito un’importanza fondamentale per la città di Venezia: il gatto. I gatti, per la regina dell’Adriatico, sono sempre stati molto utili per tenere lontani i topi dalle stive delle navi, oltre ad essere molto amati come semplici animali da compagnia.
Tra i gatti più celebri di Venezia c’è da ricordare proprio la gatta del grande ammiraglio e doge Morosini. Egli, affetto da un’esagerata e patologica misoginia, non si sposò mai e lasciò il suo intero patrimonio ai discendenti dei fratelli, a patto che chiamassero per sempre i loro figli maschi con il suo nome, Francesco, a conferma della vanità rasente l’arroganza che lo caratterizzò per tutta la sua vita.  
Ebbe un unico grande amore, appunto, la sua gattina, dalla quale non si separava mai e con la quale fa bella mostra di sé in uno dei suoi ritratti ufficiali. Quando la bestiolina morì, il Morosini la fece imbalsamare con un topolino fra le zampe: passata attraverso i discendenti del doge fino al XIX secolo, quando le sue collezioni furono donate alla città di Venezia, la teca con l’amato felino si può oggi ammirare nelle sale del Museo Civico di Storia Naturale.

Al Morosini è intitolata, dal 1961, la Scuola Navale Militare sull’isola di Sant’Elena, collegio per liceali intitolato dalla Marina Militare alla memoria del valoroso condottiero e Doge veneziano che, per tutta la vita, altro non amò che le battaglie e la sua gatta.

 


di Elisa De Conti

 

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