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I caffè. Un'istituzione tutta veneziana

“Le ore della sera le passavo sull'acqua – il chiaro di luna a Venezia è famoso – o nella splendida piazza che serve da corte esterna alla strana vecchia basilica di San Marco. Mi sedevo al caffè Florian a mangiare gelati, ascoltare la musica, a chiacchierare con i conoscenti; il viaggiatore ricorderà come l'immenso grappolo di tavolini e seggiole si estenda simile a un promontorio sul levigato lago della Piazza. In una sera d'estate, sotto le stelle, con tutto l'insieme di lampade, voci, passi leggeri sul marmo – gli unici suoni provenienti dalle immense arcate circostanti – la piazza è come un salotto all'aria aperta consacrato a bevande rinfrescanti, o alla degustazione ancora più raffinata delle squisite impressioni riportate durante la giornata.” 


Con queste parole Henry James, celebre scrittore statunitense naturalizzato inglese e uno tra i più grandi amanti di Venezia, racconta i suoi momenti trascorsi seduto ai tavoli del Caffè Florian, vera istituzione della città lagunare e tra i primi e più prestigiosi caffè d’Italia.
E’ proprio a Venezia, infatti, che nacquero i primi caffè, più precisamente nel XVII secolo, quando in Piazza San Marco, sotto le arcate della Procuratie, fu aperta la prima ‘bottega del caffè’.
Secondo alcune fonti, la nera bevanda dal gusto amaro arrivò in laguna grazie al medico botanico Prospero Alfino che, dopo un lungo soggiorno in Egitto, fece conoscere ai veneziani questa mitica miscela, proponendola inizialmente ad uso medicinale.
In breve tempo l’usanza di sorseggiare il caffè prese piede in tutta Italia e i caffè iniziarono a sorgere nelle maggiori città della penisola, divenendo ben presto luogo d’incontro prediletto di intellettuali, artisti, esponenti dell’alta società e uomini politici. Torino, Genova, Milano, Firenze, Roma, Bologna furono velocemente inebriate dall’inconfondibile aroma del caffè, aroma che ad ognuno di noi evoca ricordi e sensazioni tanto simili quanto personali. Aroma che sa di ‘casa’, di cultura, di serenità e di momenti preziosi.

Il Caffè Florian è il più antico caffè italiano e ha una storia secolare: viene inaugurato il 29 dicembre 1720 da Floriano Francesconi con il nome di “Alla Venezia Trionfante”, e da allora l’elegante locale si è caratterizzato per i suoi prodotti esclusivi e per le sue frequentazioni, dal commediografo Carlo Goldoni a Giacomo Casanova, da Giuseppe Parini a Silvio Pellico, da Gasparo Gozzi a Ugo Foscolo. E ancora Charles Dickens, Wolfgang Goethe, Marcel Proust, Madame de Staël, Jean Jacques Rousseau, Lord Byron, il sopra citato Henry James, Gabriele D'Annunzio. La lista degli uomini illustri che si sono seduti al caffè Florian potrebbe continuare quasi all’infinito.
Prontamente ribattezzato “Floriàn” per il nome del proprietario pronunciato in dialetto veneziano, nel XIX secolo è stato restaurato dall'architetto Cadorini e ha vissuto molti momenti importanti della storia d'Italia, tra cui i moti del 1848 guidati da Niccolò Tommaseo e Daniele Manin, durante i quali vi vennero curati i feriti.
Inoltre, alla fine dell'Ottocento fu il luogo d’incontro di Riccardo Selvatico con i suoi amici per organizzare la mostra d’arte che tutti oggi conosciamo come la Biennale di Venezia.
All'inizio del XX secolo, nel plateatico del raffinato locale venne allestita un'orchestra permanente per allietare le serate veneziane, tradizione che è tuttora mantenuta.

Rimanendo in Piazza San Marco troviamo un altro storico caffè della Serenissima, il Gran Caffè Quadri, che apre nel 1775 e, nel corso dei secoli, svolge un ruolo fondamentale come il suo vicino di casa Florian nella vita intellettuale, artistica e politica della Serenissima, dell’Italia e del mondo in generale, e che ancora oggi è meta preferita di attori e registi della Mostra del Cinema di Venezia, uno fra tutti Woody Allen.

Luoghi di fascino senza tempo, i caffè veneziani sono la testimonianza ancora visibile di secoli di cultura, di buongusto e di raffinatezza, e di una tradizione, quella del caffè, che è parte intrinseca di ogni veneziano, di ogni veneto, di ogni italiano.
A tal proposito, ora ce lo beviamo un caffè?


di Elisa De Conti

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