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I Giardini Pubblici di Venezia, tra Biennale e Inquisizione

Negli splendidi Giardini Pubblici, nel sestiere di Castello, ogni anno vi è l' Esposizione Internazionale d’Arte, luogo ideale per chiunque voglia rilassarsi passeggiando fra i viali alberati, lontano dalla confusione di Piazza San Marco e Rialto, in un prezioso angolo di natura all’interno della città più magica del mondo. 


I Giardini Napoleonici, o della Biennale, sono l’area verde più estesa del centro storico e la loro origine risale al 1807, quando Napoleone Bonaparte dispose che la città di Venezia fosse dotata di un’area adibita a verde pubblico. Ad oggi, gli spazi si suddividono in due parti: la prima, di circa 42.000 metri quadri, ceduta all’Ente Biennale, che vi ha allestito gli spazi espositivi della rassegna d’arte; la seconda, di 18.000 metri quadri, è rimasta adibita a giardino pubblico.


In pochi sanno, però, che dove ora si apre l’ingresso ai Giardini sorgeva un tempo un luogo tutt’altro che gaio e spensierato, ovvero la Chiesa dedicata a San Domenico, adiacente alla quale vi era un grande convento domenicano che, dal 1560, fu la sede del temibile Tribunale dell’Inquisizione a Venezia.
Venezia, come tutte le maggiori città dell’epoca, era popolato da un ricco sottobosco di personaggi alquanto stravaganti, dagli alchimisti ai maghi, dagli astrologi agli eretici di ogni tipo, ebrei e marrani in primis. Individui sospetti e scomodi all’autorità religiosa, contro i quali, spesso e volentieri, si scatenarono violente ondate di tolleranza. Molte persone furono qui processate e caddero vittime di queste persecuzioni.
Davanti alla Chiesa di San Domenico c’era, un tempo, l’omonimo ponte, demolito quando è stato interrato il canale per creare Via Garibaldi, sopra il quale ogni anno, in data 29 aprile, giorno di Santa Caterina da Siena, avveniva il rogo dei libri proibiti, testi il cui contenuto veniva considerato dall’autorità ecclesiastica non corretto sul piano teologico e morale.
Fu solo con il decreto del governo napoleonico del 1797 che la Santa Inquisizione venne abolita a Venezia e, nel 1806, il complesso conventuale di San Domenico fu interamente demolito, insieme ad altre chiese, per costruire i nuovi Giardini Pubblici, su progetto dell’architetto veneziano Giannantonio Selva, importante esponente del Neoclassicismo.

Anche i Giardini, come ogni più recondito angolo di Venezia, celano storie e curiosità tutte da scoprire.


di Elisa De Conti

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