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L'alimentazione veneta, gustosa e salutare!

L'alimentazione veneta è dominata da quattro elementi: riso, polenta, fagioli e baccalà, ai quali possiamo aggiungere le patate e gli ortaggi.


Il riso arrivò dal mondo arabo in seguito ai commerci, e dalla prima metà del ‘500 venne coltivato nelle vaste pianure generando circa quaranta piatti diversi, alcuni dei quali famosi come risi e bisi.


Con la scoperta dell’America si conobbero la farina di mais e i fagioli. Dai mari del Nord, lungo le rotte del Baltico, giunse invece il baccalà (stoccafisso), forse l’alimento “unificatore" della cucina veneta.


Oltre a questi prodotti di base troviamo alcuni alimenti prodotti dalla lavorazione dell’uomo, quali salumi, formaggi e prodotti dell'orto, primi fra tutti radicchio e cipolle, tanto è vero che molte preparazioni dove l’ingrediente principale è la cipolla si dicono “alla veneziana”. Chi ha la possibilità e lo spazio disponibile pianta e coltiva il maggior numero di ortaggi e frutti possibili. Oltre a risparmiare si assicura un cibo di alta qualità e gusto!


Al giorno d’oggi la pasta ha quasi superato polenta e gnocchi, anche se nelle feste paesane questi due alimenti non mancano mai. Gli abbinamenti di polenta e baccalà, costicine e polenta, gnocchi al sugo d’anatra fanno parte della tradizione, e non si aspetta altro che fiere e sagre per ordinarne a più non posso.


Fu invece nel Cinquecento, che sulle tavole dei signori di alcune città arrivarono le carni dei grandi volatili, ed oggi sopravvive l'uso della “Oca in onto” (oca sotto grasso), alla quale ricorrevano le famiglie per conservare sufficienti scorte di carne e di grasso per l'inverno. Fra i trattati di cucina che codificano la gastronomia veneta, ricordiamo Anonimo Veneziano nel ‘300, Mastro Martino nel ‘400 con tante ricette di mostarda pestata, e Bartolomeo Scappi (fine ‘500) con salse e mostarde che ricalcano preparazioni orientali ricche di spezie. In questo percorso nella letteratura gastronomica non possiamo dimenticare il famosissimo Francesco Leonardi (seconda metà ‘700), con la "zuppa di riso alla veneziana", alimento d’origine turca, e il “fegato alle cipolle”.


Altre specialità locali rinomate sono il cicchetto di Venezia, il pandoro di Verona le cui radici affondano nell’arte di lavorare lo zucchero della Serenissima, il risotto al radicchio di Treviso, le cozze di Scardovari e altre buonissime ricette che potete trovare al seguente link.

 

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