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L'edilizia a Venezia

Come venivano costruite le abitazioni a Venezia?

Dopo le primitive costruzioni primitive fatte di capanne di ramaglie dai primi abitanti delle Lagune Venete, le isole iniziarono a popolarsi intensamente in seguito alla fuga dalle invasioni barbariche (particolarmente dopo lo stabilizzarsi dei longobardi in Italia - 568) degli abitanti della terraferma veneziana e padovana.

I nuovi abitanti dovettero adattarsi a vivere in un nuovo ambiente, secondo nuove esigenze, tuttavia l'urbanizzazione a Venezia non avvenne prima del IX° sec. e le costruzioni in pietra non furono che una rarità fino al XI° secolo.

Da documenti conservati a l'Archivio di Stato a Venezia dei Frari - Atti di cessione, vendite ecc. vengono ricordate case in pietra costruite a Rialto fin dal 1205 e a S. Gregorio nel 1234. Del 1267 vi è un atto d' impegno per una casa in pietra e legno. La formula usata negli atti era: "cum copitibus et lateribus suis".

La tipologia di costruzione di una casa - fontego o di un palazzo veneziano, e i materiali impiegati rimasero gli stessi durante tutta la storia della Serenissima. Le variazioni furono limitate agli stili architettonici, ai particolari o alla decorazione, ma le strutture di base rimasero eccezionalmente inalterate.

Disposizione delle case Veneziane

La casa della Nobiltà mercantile veneziana come viene a delinearsi fra la fine del XII° e il XIII° sec., è la tipica "Casa - Fontego", cioè casa, magazzino, scalo, bottega, laboratorio. Aveva una disposizione planimetrica tripartita: in ogni piano vi era al centro il grande salone e ai lati due file di stanze." Su l'androne ", che divide al piano terra piccoli ambienti adibiti a magazzini, depositi, ecc...prospettano di solito altri bassi ambienti d' un piano ammezzato, il "mesà", usati per uffici di amministrazione aziendale. Al primo piano "nobile" il salone centrale, "el portego" serviva, oltre che da pianerottolo per la scala principale , anche da disimpegno di tutti i locali laterali; ma soprattutto, esso era usato come luogo di esposizione delle merci (tessuti, preziosi, spezie ecc.). L' ultimo piano, era assegnato ai dipendenti e servitori.

la provenienza dei materiali utilizzati nelle costruzioni veneziane

1°) Argille: Usate per le ceramiche, per la "tera da savon" (impermeabilizzazione delle murature lungo i canali), le cisterne dei pozzi (approviggionamento idrico).

2°) Legnami: Dai boschi del VENETO (cansiglio, Montello, Cadore) fatti confluire a Venezia - Zattere) utilizzando il corso dei fiumi (Zattieri del Piave). Bosco di Montona (Istria)

Il legname era considerato per Venezia  materiale strategico e sottoposto al rigidissimo controllo del Reggimento de l'Arsenale e del terribile Consiglio dei X, con pene severissime per i trasgressori alle Leggi. Si faceva addirittura il Catasto dei Boschi. Usato nelle costruzioni (palafitte, solai, capriate costruzioni di navi. E evidente che i veneziani furono grandissimi consumatori di legname. Ma, fatto eccezionale, Venezia aveva molto rispetto per i boschi. Nessuna pianta veniva abbattuta se non sostituita con la piantumazione di un altro albero.

3°) Marmi: Rocce sedimentarie (che si estraggono tutt'ora) in provincia di Verona, (Monte BALDO - S.AMBROGIO di VALPOLICELLA) o di Vicenza (Altopiano di Asiago). Vari colori: (Bianco - rosso bruno - verdino - giallo).

4°) Pietra di AURISINA: Numerose varietà di calcari fossiliferi del Cretaceo del CARSO. Rocce bianche o grigiastre usate nei monumenti Romani di antiche città (AQUILEIA, CONCORDIA, ALTINO,OPITERGIUM (ODERZO), e ne l' alto medio-Evo. Materiali reimpiegati a Venezia. Presente nelle sculture del DOGADO tra l' VIII° e il X° secolo., convive con marmi Greci dal 1000 al 1200, poi viene sostituito dalla pietra d'Istria (più resistente).

5°) Massi: per fondazioni (dal CARSO).

6°) Metalli: dalle miniere de l'Agordino.

7°) Pietra d' ISTRIA: Sostituisce dal 1200 la pietra di Aurisina. Calcare cretaceo di scogliera, molto compatto, di vari colori. Bassa porosità. Usato per impedire la risalita de l' umidità. (posta sopra le palafitte). Era usatissima a Venezia.

8°) Sabbia: Dal Brenta.

9°) Trachite: Dai Colli Euganei. Usata per pavimentazioni strada


La costruzione

LE FONDAZIONI
Su pali: venivano costruiti solo i grandi palazzi e le chiese, cioè strutture con carichi molto concentrati, (perché questo tipo di fondazione era molto costosa perciò rara) Le normali abitazioni erano fondate su massi di arenaria.



Nell'edilizia Veneziana c'era nella distribuzione dei carichi tutto uno studio di un gioco degli equilibri statici (pensiamo alla copertura dei grandi palazzi fatta a carena di nave rovescia Si pensi ai 2000 mq della sala del Maggior CONSIGLIO di Palazzo DUCALE.)

Sintetizzando, diciamo che le costruzioni dei palazzi si basava su una palificazione (pali di rovere - larice - olmo - ontano, lunghi 2/3 m., diametro 20/25 cm.), sopra la quale venivano posti due strati di panconi di larice detti "madieri". Per conficcare i pali sotto il livello di bassa marea, si costruiva una diga provvisoria (cassero). L'interno di questo recinto veniva poi scavato e i pali venivano conficcati da due uomini (i "battipalo") con un peso a due impugnature, fino a raggiungere il "caranto". Dopo che la palificazione era stata conficcata, veniva livellata e riempita d' argilla. Sul tutto erano posti i "madieri" che coprivano tutta l' area di base. (la larghezza dei "madieri" erano il triplo della larghezza della muratura che si andava costruendo). Ancora sotto il livelllo di bassa marea si poneva uno o più strati di pietra d' ISTRIA che costituiva il basamento per i muri maestri e perimetrali de l' edificio in costruzione. La pietra d' ISTRIA era posta per impedire la risalita de l' umidità.

LE MURATURE
Data dunque questa base, era logico che tutte le strutture poste sopra dovevano essere le più leggere possibili, e cosi, i muri divisori erano costruiti con tavolati ruvidi detti " scorsoni" messi in verticale e sui quali orizzontalmente od obliquamente, erano inchiodate delle liste di legno dette " cantinelle ". Su queste "tramezze" veniva applicati il " greggio ", vale a dire un miscuglio di mattoni o tegole macinati, granito di marmo e calce spenta. Sui muri (maestri o tramezze) trattati con questo intonaco ruvido, veniva applicata una rifinitura a stucco o latte di calce levigata.

I PAVIMENTI
Dopo il già descritto pavimento d' argilla cotto sul posto, abbiamo la pavimentazione a mattoni (cotto) posti in sede a formare varie figure. Successivamente si costruisce il "terrazzo alla VENEZIANA" costituito da un sottofondo, impasto di minuti frammenti di laterizio (cocciopesto e limo di calce di circa 10/15 cm. - coperta), posto su una base di tavole poggianti sulle travature del solaio. Sulla "coperta" o sottofondo, veniva steso direttamente il pavimento vero e proprio di minuti frammenti dello spessore di qualche centimetro. I vari pezzi o frammenti di marmo che compongono il pavimento, di diverso di diverso colore e dimensione, venivano seminati a mano ad uno ad uno su una malta che faceva da legante. Quando il tutto era ben asciutto, veniva levigato e lucidato a mano con un grosso sasso di pomice detto "orso". Spesso si faceva anche un ultimo impasto di gesso e olio di lino ("pastellon" ) che dava al pavimento una particolare vibrazione e lucentezza.

I SOLAI E I SOFFITTI
Anche i soffitti imponevano l'uso di materiali leggeri. Il tipico soffitto "veneziano" consisteva di travi di larice o d' abete del CADORE. La larghezza delle travi variava con la larghezza della stanza. Generalmente era di 20/25 cm. di lato e la distanza tra una trave e l' altra e di circa il doppio. Il legname, essendo leggero oltre che resinoso, era ottimo data l' umidità del clima lagunare. Uno o due strati di tavole erano posti sopra le travi a formare la base dei soprastanti pavimenti "a terrazzo". Sui "fondini", vale a dire tra trave e trave, venivano spesso poste delle assicelle abilmente lavorate, che davano effetto "a cassettoni" (come di vedono per esempio nel "Sogno di S.ORSOLA" del CARPACCIO o nei bei soffitti della Chiesa di S. Giacomo de l'Orio o della Sala grande de l' ACCADEMIA). Spesso le travature erano lasciate "al naturale", lucidate a cera o decorate con semplici pitture. Invece il soffitto "alla SANSOVINO" aveva travi e fondini completamente dipinti e decorati con motivi ed elementi ornamentali spesso decorati con "oro zecchino".



Nel XVI° secolo divennero predominanti i "soffitti falsi", che consistevano in cornici intagliate e decorate e con pitture ad olio su tela.

Nei secoli XVII° e XVIII°, una leggera intelaiatura sospesa tra le travi, ricoperta da un graticcio di canne palustri legate con spago, dette "grisiole". Il tutto veniva intonacato per poi essere finito con un affresco. La flessibilità delle strutture di "grisiole" permetteva di creare curve, nicchie ecc. Gli" stuccatori", soprattutto nel periodo Barocco e Rococo, erano estremamente abili. Ancora oggi noi possiamo ammirare le loro opere in moltissimi palazzi veneziani.

Non potrà mai abbastanza essere messo in risalto quanto gli elementi della costruzione del palazzo veneziano si siano mantenuti costanti durante i secoli, anche se, logicamente, eccezioni e variazioni furono introdotte secondo le mode e le innovazioni architettoniche di ogni periodo. 

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