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La fabbrica dei coriandoli

I coriandoli, quei minuscoli pezzettini di carta colorata che vengono lanciati in aria in occasione di feste, ricorrenze, festeggiamenti vari, hanno una storia e tradizione che passa anche per il veneto.


Storicamente al tempo del Rinascimento, durante i festeggiamenti dei matrimoni si usava lanciare in aria dei confetti ripieni di semi di coriandolo (spezia usata in cucina) ed è per questo che quando vengono sostituiti da palline di carta colorata e gesso continuano ad essere chiamati coriandoli, e manterranno questo nome anche quando verranno sostituiti completamente dalla carta.

L'invenzione dei coriandoli di carta è stata rivendicata da Ettore Fenderl un ingegnere e scienziato italiano di fama mondiale, nato a Trieste, ma vissuto in parte a Vittorio Veneto dove riposa. In una intervista alla radio del 1957 raccontò che nel 1876 appena 14enne a Trieste per festeggiare il Carnevale e non potendosi permettere di comprare i confetti in gesso o petali di rosa in uso allora per festeggiare, ritagliò dei triangolini di carta e li lanciò da un pergolo sulla folla." Quella strana modalità festeggiare, venne presto imitata e si propagando in molte parti.

Successivamente poi l'idea venne industrializzata e commercializzata anche se non sono rimaste molte fabbriche a farlo.

Nel veneto in provincia di Treviso esiste una fabbrica specializzata nella produzione di coriandoli
di proprietà del signor Carnevale, (proprio cosi) e produce una quantità industriale di coriandoli vendendo in tutta Italia ma anche esportandoli in molte parti d'europa dove ne fanno un grande uso come Francia e Olanda 

 

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