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La gondola. Storia di un simbolo della Serenissima

Celebre in tutto il mondo è l’imbarcazione tipica della città di Venezia, la gondola. Ma quali sono la sua vera origine e la sua storia?

La gondola era usata come mezzo di trasporto cittadino già nel XIV secolo, come possiamo notare osservando opere del periodo come Il miracolo della Croce a Rialto di Vittore Carpaccio (1494) e Il miracolo della Croce caduta nel Canale di San Lorenzo di Gentile Bellini (1500 ca.), dove troviamo le gondole, seppur di aspetto diverso dalle odierne imbarcazioni eleganti e affusolate: le barche dei dipinti dell’epoca appaiono decisamente più corte, più larghe e meno slanciate. 
Fu solo tra il 1600 e il 1700, infatti, che la fisionomia della gondola, utilizzata sempre più per il trasporto privato di rappresentanza, iniziò a mutare avvicinandosi sempre più a quella attuale. Le famiglie nobili possedevano una o più gondole de casàda con cui si facevano trasportare per affari o diporto. 
Al giorno d’oggi le gondole sono delle imbarcazioni aperte, ma un tempo, fino ai primi del Novecento, erano dotate di una cabina smontabile detta fèlze, il cui scopo era proteggere i passeggeri dal freddo, dall’umidità, dalle intemperie e soprattutto...dagli occhi indiscreti. I veneziani hanno sempre tenuto molto alla loro privacy! 

Il tradizionale colore nero delle gondole è, invece, da associarsi al consueto utilizzo della pece come impermeabilizzante dello scafo, ben presto esteso all’intera barca in seguito ai decreti suntuari del Senato veneziano del 1609 volti a limitare l’eccessivo sfarzo nella decorazione delle gondole, fino a quel periodo ricoperte di stoffe preziose e dorature.
Dalla tipica abitudine dei nobili di uscire in passeggiata in barca (i cosiddetti freschi) ebbe origine anche un genere musicale, la canzone da batèlo, che raggiunse l’apice nel Settecento, ma che ancora oggi è molto apprezzata soprattutto dai turisti.

E voi avete mai fatto un giro in gondola?

 

di Elisa De Conti

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