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Le delizie della Valle del Chiampo

LA CILIEGIA DURONA

Nella valle del Chiampo la coltivazione della ciliegia è documentata fin dall’epoca medievale e assurta a rilevanza commerciale con specifico riferimento a una “durona” di selezione locale, protagonista di una popolare Mostra delle Ciliegie del 1961.
Si tratta di un frutto di pezzatura grossa, del peso di circa 7 grammi, la cui raccolta avviene dopo la terza decade di giugno procedendo poi alla cernita dei frutti che dovranno avere diametro minimo di 24mm e conservare il peduncolo. Nel 2010, durante la Mostra Nazionale delle Ciliegie (evento itinerante tra i comuni dell’Ass. Nazionale Città delle Ciliegie), la Durona di Chiampo ha conseguito il premio di “Miglior Ciliegia”.

IL MIELE

Sulle colline della Valle i produttori ogni anno curano decine di arnie, ricavandone diverse primizie, dal miele alla pappa reale, alla propoli.
Un disciplinare approvato da tutti i Comuni della Valle fissa i parametri per la produzione di miele De.Co. d’acacia, di castagno, di ciliegio, di melata, millefiori e tarassaco, tutti ottenuti da api allevate sul territorio locale. Non sono consentite manipolazioni, miscelazioni o qualsiasi altra lavorazione successiva alla smielatura, a garanzia di un prodotto naturale e di alto livello.

LA CINCIONELA CO LA RAVA

La produzione di questa salsiccia rimanda al tempo in cui i contadini, pressati dalla necessità di fare maggiore provvista possibile, addizionavano le carni degli insaccati meno pregiati con polpa si rapa, ortaggio autunnale disponibile nello stesso periodo della macellazione dei maiali.
Per ottenere un prodotto fedele alla tradizione si utilizzano carni di suini alimentati a base di mais e macellati solo al superamento della soglia dei 160 chilogrammi. Quanto alla rapa gialla ne è previsto l’impiego in ragione del 25-30% del peso totale. L’insieme dei vari ingredienti va macinato e addizionato con una concia fine di sale, pepe e salnitro e l’amalgama così ottenuta insaccata in budello naturale ovino o suino.

I TARTUFI DI MARANA

Non son famosi come quelli del Piemonte ma anche i tartufi neri di Marana hanno i loro estimatori. Si trovano sull’alta valle del Chiampo e, in particolare, sul territorio di Marana di Crespadoro, per la favorevole natura del terreno.
Si tratta del cosiddetto tartufo nero estivo, o scorzone, cui si affianca il tartufo uncinato. È possibile reperirlo però solo in primavera e in autunno. Per l’ottimo sapore la tradizione locale lo preferisce accoppiato con il riso, con le tagliatelle e con gli spaghetti.

I CORGNOI

A Crespadoro l'8 dicembre si scende in piazza per rendere omaggio alle lumache, popolarmente dette "cargnoi". Il periodo ottimale  è tra luglio e settembre: si raccolgono, si spurgamno lungamente in acqua e vino e si cuociono, costantemente coperte di brodo, per almeno 12 ore. Infine il mollusco, liberato dal guscio, viene servito accompagnato dalla polenta. La sua carne è ricca di proteine e minerali ed è povera di grassi.

LE TROTE

Nel primo dopoguerra, a nord di Ferrazza e successivamente lungo la Vallata, si concretizzò l'idea di allevare trote. Un esperimento che è diventato ormai una tradizione e che ha premiato gli operatori del luogo.
Le specie riprodotte sono le Fario, le Iridee e le Salmonate e gli allevamenti sono un richiamo, sopratutto nel periodo estivo, per
l'acquisto al minuto.

IL VINO DURELLO

La DOC Lessini Durello che identifica gli spumanti prodotti nella Lessinia è relativamente recente (1987). Eppure l'uva da cui si ottiene è la diretta erede della "Durasena", citata fin dal 1292.
Il vino Durello nei primi decenni del 900 si vinificava con la macerazione delle parti solide e quindi oltre che acidulo, si presentava intensamente colorato e tannico. Era un prodotto rustico che si prestava bene a consumarsi allungato con acqua, oppure da utilizzarsi come vino da taglio, per aumentare il tenore acido degli altri vini. Verso gli anni sessanta si passò alla vinificazione "in bianco", ottenendo un prodotto molto gradevole ed ottimale per la preparazione dello spumante.

IL VINO RECIOTO

Il nome "recioto"deriva da "recia" cioè orecchio, termie che identifica la parte più alta e migliore del grappolo di uva. Il Recioto di Gambellara DOCG è un vino passito, ottenuto esclusivamente con la migliore uva Garganega della zona collinare. Le uve, come da tradizione, vengono lasciate appassire attaccatie a funi disposte lungo i travi del soffitto. A dicembre-gennaio l'appassimento termina e le uve vengono pigiate. Il Recioto è disponibile nella versione Classico (passito) o Spumante.


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