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Le due colonne rosse di Palazzo Ducale

Ci troviamo al centro di Piazza San Marco, la piazza più affascinante del mondo, e di fronte a noi si erge, maestoso ed elegante, Palazzo Ducale, l’edificio monumentale più celebre di Venezia. 


Osservando con attenzione la facciata dell’antico Palazzo Dogale dalla piazzetta di fronte, possiamo notare due colonne di colore diverso rispetto a tutte le altre: il nono e il decimo pilastro della loggia del primo piano, infatti, non sono bianchi, ma rossi. Questa curiosa diversità di tono indicherebbe, secondo alcuni, il luogo dal quale il Doge assisteva alle cerimonie e agli spettacoli che si svolgevano in Piazza San Marco. Dallo stesso punto, oltre che ai vari intrattenimenti, pare che egli assistesse anche alle esecuzioni capitali della gente comune, che avvenivano tra le due colonne di San Marco e San Todaro.



Le sentenze di morte degli aristocratici, invece, sembra che venissero eseguite proprio tra le due colonne rosse di Palazzo Ducale, dove il condannato, impiccato, restava appeso per diversi giorni, in modo che tutti lo potessero vedere.
Anche l’architetto veneziano Filippo Calendario, che diede l’attuale forma a Palazzo Ducale, nel 1354 trovò la morte tra queste due colonne, in seguito alla sua adesione alla congiura contro la Serenissima attuata dal doge Marin Falier.
Altri personaggi, di cui troviamo testimonianza nelle cronache dell’epoca, che furono giustiziati tra le due colonne rosse sono Francesco Baldovino, condannato nel 1412 perché ritenuto colpevole di aver tramato contro la Repubblica di Venezia, Bartolomeo Memmo, punito con la morte nel 1470 per aver cospirato contro il doge Cristoforo Moro e un certo Girolamo Valaressa, ivi impiccato nel 1463.



di Elisa De Conti


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