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L’origine del nome del Ponte dei pugni di Venezia

In tempi antichi esistevano a Venezia due fazioni: i Castellani e i Nicolotti, i primi vivevano nella zona a est della città (quella industriale, con l'Arsenale)e si distinguevano per l'uso di un berretto e di una sciarpa di colore rosso, i secondi su quell'area a ovest di Venezia dove si trova la Chiesa di San Nicolò dei Mendicoli (erano prevalentemente pescatori) e si distinguevano per il colore nero di berretto e sciarpa.

Le due fazioni erano costantemente rivali e si affrontarono fin dal '300, nel periodo tra settembre e Natale, nelle così dette "Guerre (o Lotte) dei pugni". Le origini delle battaglie tra queste due fazioni sono incerte: alcuni pensano risalgano alle guerre civili tra Eraclea e Jesolo, altri dall'uccisione di un vescovo di Castello da parte di uno della zona di San Nicolò.

Esse erano particolarmente cruente e si svolgevano su alcuni ponti di Venezia: "dei Carmini", "di Santa Fosca", "della Guerra" e, appunto "dei Pugni". Su quest’ultimo lo testimoniano ancora le impronte di piedi in marmo bianco.

Le lotte potevano essere di tre tipi: un incontro di boxe singolo (la Mostra), un combattimento multiplo (la Frota), la lotta per la conquista del ponte (Guerra Ordinata). Non essendoci spallette a protezione su quei ponti molto spesso i contendenti cadevano in acqua. Le Guerre dei Pugni provocavano molti feriti e, più raramente, anche dei morti. Con la crescita delle animosità nelle dispute si dovettero proibire le lotte nel 1705.

A Venezia queste guerre vennero sostituite nel '700, durante il periodo del Carnevale, dalle "Forze d'Ercole" e dalle Regate.

Le Forze d'Ercole

Le Forze di Ercole Erano esercizi di destrezza, agilità ed equilibrio. Un tavolato veniva steso su alcune botti (se il gioco si svolgeva sulla terraferma) o sopra due chiatte (se invece si svolgeva sull´acqua); su questa instabile base, gli atleti dovevano formare piramidi umane che a volte raggiungevano gli otto piani.

Alla base si ponevano 10 / 12 uomini chiamati saorna, cioè zavorra (i porteurs del circo odierno) che si consolidavano tra loro sostenendo con le spalle dei regoli di legno, mentre sulla cima saliva un fanciullo che prendeva il nome di cimiereto. Il cimiereto si esibiva in capriole e salti mortali (tombolo o impalo).

La piramide aveva intento figurativo o allegorico, fra le più famose si ricordano: "Il Colosso di Rodi", "La Cassa di Maometto", "La Bella Venezia", "L´Unione", "La Verginella" "La Gloria" e "La Fama".

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