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Motta di Livenza, “Figlia prediletta della Serenissima”

In provincia di Treviso, laddove il fiume Monticano confluisce nel Livenza, si trova la cittadina di Motta di Livenza.
Ubicata in un punto di confine tra le province di Treviso, Venezia e Pordenone, Motta ha assorbito, nel corso dei secoli e come tutte le zone di frontiera, elementi culturali di ognuno dei diversi territori veneti e friulani limitrofi.

La città, che si sviluppa lungo la Postumia, antica arteria dell’Impero Romano, si trova a pochi chilometri da Concordia Sagittaria e Oderzo, due città d’epoca romana, e fu, nell’antichità, luogo di transito e, successivamente, terra di feudi e diocesi. Nel corso dei secoli la storia della città si è evoluta confermando e fortificando il suo costante legame con Venezia, tanto che nel 1291 venne nominata “Figlia primogenita della Serenissima” e nel 1511 “Figlia prediletta della Serenissima”. Questo stretto rapporto tra la città lagunare e Motta di Livenza è da attribuirsi in maniera preponderante allo sviluppo, in epoca rinascimentale, del Porto della Mota, dove le merci dei Veneziani dall’Oriente sbarcavano per proseguire via terra in Europa. E’, poi, dal XV secolo che la città divenne un luogo di primaria importanza per la Serenissima e che diede i natali a grandi personaggi dell’epoca.

Due chiese caratterizzano identità e storia di Motta di Livenza: il Duomo di San Nicolò e la Basilica della Madonna dei Miracoli.
La seconda, in particolar modo, gode di un’illustre fama nel contesto della Cristianità, in quanto luogo di apparizioni mariane.
Era il 9 marzo dell’anno 1510 quando la Vergine, secondo le testimonianze, apparve a un devoto e anziano contadino nativo di Redigole. Giovanni Cigana, all’epoca settantanovenne, da oltre vent’anni aveva l’abitudine di recarsi davanti a un Capitello della Beata Vergine (tuttora esistente) a recitare con fede il rosario. Un giorno, passando davanti al suddetto capitello posto all’incrocio di tre strade, il buon uomo si arrestò, colpito dall’incredibile ed ultraterrena visione di una giovane donna, di bianco vestita, che sedeva sul campo di grano ancora verde. Il vecchio e la Madonna ebbero un dialogo semplice e cordiale ed ella, infine, gli chiese di digiunare insieme alla sua famiglia per tre sabati consecutivi e di predicare tale digiuno a tutta la popolazione di Motta, proclamandolo per nove giorni continui in tutti i paesi e i borghi del territorio circostante. Tale digiuno, se osservato con fede e sincero pentimento, avrebbe portato alla misericordia e al perdono del Signore, indignato da tutti i peccati del popolo.
Maria ordinò, infine, all’anziano di far costruire una chiesa in legno, dove il popolo potesse raccogliersi in preghiera.
In seguito ad una serie di miracoli che si verificarono nel luogo sacro, l’autorità ecclesiastica istituì un processo canonico che confermò le apparizioni. Il santuario che andò a sostituire la primitiva edicola in legno fu edificato tra il 1486 e il 1570.

Ad oggi importante centro di culto mariano, la Basilica custodisce al suo interno diversi tesori della storia dell’arte italiana, tra cui un’Assunta di Palma il Giovane, una Natività di Bernardino d’Asolo e un’Apparizione della scuola del Tiepolo, ed ospita con frequenza concerti d’organo e d’orchestra.





di Elisa De Conti

 

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