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Palazzo Vendramin Calergi, gioiello architettonico sul Canal Grande

“Una nuvola effigiata che posasse sull’acqua”, queste le parole che il sommo poeta Gabriele D’Annunzio utilizzò per descrivere Palazzo Loredan Vendramin Calergi, edificio veneziano costruito a cavallo fra il XV e il XVI secolo e situato nel sestiere di Cannaregio, affacciato sul Canal Grande tra Casa Volpi e Palazzo Marcello, e che oggi è sede del Casinò di Venezia


Il palazzo, la cui costruzione fu voluta dalla famiglia Loredan, fu probabilmente edificato su progetto dell’architetto Mauro Codussi, anche se l’attribuzione è, da sempre, motivo di dibattito tra gli esperti di storia dell’arte.
Per varie vicende dinastiche, il palazzo passò di proprietà dapprima ai Calergi e, nel 1739, alla famiglia Vendramin. Nel 1844 la dimora fu acquistata dalla nobile Carolina di Borbone-Due Sicilie, venduta poi, alla sua morte, ad altre famiglie nobili. Per un certo periodo di tempo Palazzo Vendramin Calergi fu proprietà dei Duchi di Grazia: è in quest’epoca, tra il 1882 e il 1883, che vi soggiornò il compositore tedesco Richard Wagner, che morì di crisi cardiaca tra le mura di questo palazzo il 13 febbraio del 1883. Sul muro posteriore di Ca’ Vendramin Calergi possiamo notare ancora oggi la lapide a lui dedicata e, sul muro di cinta in mattoni che dà sul Canal Grande, vi è una targa che riporta l’iscrizione in versi del ricordo di D’Annunzio:

“In questo plagio
l’ultimo spiro di Riccardo Wagner
odono le anime perpetuarsi come la marea
che lambe i marmi”


All’interno del palazzo, le Sale Wagner custodiscono le raccolte Josef Lienhart e Just, la più grande silloge privata dedicata al grande compositore al di fuori dei musei di Bayreuth, preziosa testimonianza del suo profondo rapporto con la città di Venezia.



Nel 1946 il palazzo, che vanta una delle più rappresentative facciate del Rinascimento veneziano, passò al Comune di Venezia, che al secondo piano vi installò la sede invernale del suo Casinò, la casa da gioco più antica del mondo. Solamente dagli inizi del 2000, il comune cedette al Casinò di Venezia SpA la proprietà effettiva e assoluta dello splendido edificio, un vero gioiello architettonico veneto.

Osservando la splendida facciata in pietra d’Istria, possiamo notare un’iscrizione in latino: “Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam” (Non a noi, oh Signore, non a noi, ma al tuo nome dà gloria). La frase, tratta dai versetti mediani del Salmo 113 (Antica Vulgata) o dall’incipit del Salmo 115 (secondo la numerazione ebraica) 114 della Bibbia, è il motto dei Cavalieri Templari, di cui ne simboleggiava l’umiltà, e ai cui valori era molto legato Andrea Loredan, tanto da farne poi il motto di famiglia.
Questa stessa scritta la ritroviamo anche sulle finestre della facciata di Palazzo Zabarella a Padova e sul basamento del campanile parrocchiale di Santa Barbara a Mestre.

Altero e superbo, Palazzo Vendramin Calergi continua a vegliare sul Canal Grande e sulla città che, con la magia dei suoi tesori storico-artistici, ci fa innamorare ogni volta come se fosse la prima.

 


di Elisa De Conti


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