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Palio della Marciliana a Chioggia

Si è svolta anche quest'anno a Chioggia nel terzo fine settimana di giugno il Palio della Marciliana, festa storica rievocativa giunta alla XXVIII edizione, che ripercorre il periodo prima della Guerra di Chioggia, combattuta tra 1378 ed il 1381 tra la Serenissima Repubblica di Venezia e la Repubblica di Genova per ottenere l'egemonia negli scali commerciali d'Oriente.

Il nome della manifestazione in onore della "Marciliana", la nave utilizzata per il trasporto di mercanzie in Adriatico e nelle rotte verso i porti del Mediterraneo orientale, costruita nei cantieri chioggiotti.

Nelle corso principale della città e nelle calli, sulle fondamenta, nelle rive, nei campi delle diverse contrade sono state allestite le taverne, le botteghe, i banchetti, gli accampamenti degli armigeri a rivivere le atmosfere medievali con i suoi i usi e costumi medievali e le scene di vita quotidiana, gli antichi mestieri, i giochi, i balli, con oltre 500 figuranti tra milites, balestrieri, musicisti, spadaccini e tamburini che sono stati i veri protagonisti della festa

Uno dei momenti più rappresentativi rimane la disputa del “Palio della balestra”. con le cinque Contrade (S. Martino, S. Michele, Montalbano, S. Andrea, S. Giacomo) a rappresentare la comunità clugiense trecentesca, a contendersi il primato con il tiro delle balestre grandi da banco.

le contrade:



Montalbano - È la contrada i cui rioni erano maggiormente ricchi di saline e valli da pesca, protette militarmente dalla torre di Nassaruolo, custodita ufficialmente dal novembre 1299. In realtà, il canale di Montalbano rivestiva una particolare importanza strategica in chiave bellica. Il suo colore è il vaio che diventa argento durante il palio, mentre il simbolo è rappresentato dalle tre torri di Montalbano, Saline e Nassaruolo.

Sant'Andrea - Comprendeva calli dei settore nord-occidentale (anticamente l'ultra platheam) e nord-orientale (l'ultra Venam, la parte al di là del Canal Vena e del Ponte Vigo, uno dei principali della città). Vi sorgeva l'ospedale di Santa Croce che ospitava anche pellegrini di passaggio. Il suo simbolo è il decusse, appunto la croce di Sant'Andrea, mentre il colore distintivo è il verde.

San Giacomo - Costituiva il cuore dell'area urbanistica, con il palazzo pretorio sede del Podestà su cui venivano issati nei giorni di festa i vessilli comunali e marciani. Dopo la guerra di Chioggia accolse la comunità monastica di Santa Caterina, il cui monastero era andato distrutto. Il simbolo è la conchiglia di san Giacomo di Compostela (Giacomo il Maggiore) mentre il colore identificativo è l'oro.

San Martino - Conglobava le contrade di quella che ora è Sottomarina, antica Clugia minor. Era la contrada colta della città poiché diversi suoi abitanti non erano solo affermati mercanti ma anche dottori all'università di Padova. La guerra di Chioggia portò alla distruzione del ponte di pietra che da San Domenico giungeva a Clugia minor e della loggia dei bandi della futura Sottomarina. Simbolo di San Martino è la cappa, appunto, di San Martino mentre il colore rappresentativo è il rosso.

San Michele Arcangelo - Contrada periferica, ha come simbolo la spada e la bilancia; il colore è l'ermellino che si trasforma in nero durante la gara del palio. Pochi gli abitanti di questa contrada e tutti gravitanti intorno al monastero benedettino di San Michele Arcangelo e Santissima trinità eretto nei pressi della foce del Brenta, punto focale dei collegamenti con l'entroterra di Padova. Anche questo convento, peraltro già in decadenza da inizio Trecento, fu distrutto nel corso della guerra di Chioggia prima di essere trasformato dai Genovesi in fortezza.

In serata, il Palio si è concluso con un festoso corteo preceduto da spettacoli in tema, come l’incendio alla torre, e l’ingresso trionfale del Doge nella città liberata. 

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