Home>Le Rubriche>Curiosità>Piave, gocce di Patrimonio Unesco che scorrono tra le pietre

Piave, gocce di Patrimonio Unesco che scorrono tra le pietre

Una vena che scorre dalle Dolomiti alla Laguna, con le sue piene e le sue secche, sedimentando storie e identità e scandendo da secoli la vita delle persone.

 

E’ un percorso, una direttrice geografica e culturale che ha segnato profondamente la storia del territorio. E’ uno dei tre fiumi “sacri” al mondo, assieme a Nilo e Gange.

 

L’idea di rendere tutto ciò patrimonio Unesco nasce dalla pianura veneziana, da San Donà di Piave, ma ha una forte componente bellunese. Un po’ come il percorso del fiume, che con il suo alveo attraversa le province di Belluno, Treviso e Venezia. Dietro a questa idea c’è un gruppo eterogeneo, professionalmente e geograficamente, composto da Francesco Maino, avvocato e scrittore, Daniele Marcassa, voce radiofonica, e Nicola Piccoli dell’agenzia di comunicazione Phil Fresh. Insieme a loro il bellunese Giuliano Vantaggi, consulente marketing della Fondazione Dolomiti Unesco.

 

La candidatura è già stata presentata e formalizzata il 28 febbraio 2016 ed ora la questione torna protagonista a Palazzo Grandi Stazioni di Venezia.

 

La Piave, già fiume "sacro alla Patria", assieme ai suoi dintorni risponderebbe a tre criteri fondamentali individuati dalla stessa Unesco: racconta di un "importante interscambio di valori umani, in un lungo arco temporale"; costituisce un "esempio straordinario" di "luoghi, paesaggi e architetture"; è infine associato ad "avvenimenti, tradizioni vive e opere artistiche dotati di un significato universale eccezionale".

 

In Veneto possiamo ammirare già sei siti Unesco: la Laguna, Vicenza e le Ville palladiane, l'Orto Botanico di Padova, la città di Verona, le Dolomiti, i siti palafitticoli preistorici delle Alpi.

 

"Da quando, sette anni fa, le Nazioni Unite hanno rivolto la loro attenzione ai cosiddetti 'paesaggi culturali', luoghi in cui è evidente l'interazione storica tra uomo e natura, noi combattiamo per inserire nella categoria la valle del Piave - ha spiegato Giuliano Vantaggi, presidente del comitato promotore - lungo questo fiume i crociati tornavano a Venezia dalla Terrasanta, sempre grazie alle sue acque l'Arsenale della Serenissima riceveva legname e materie prime dalle montagne.

 

“Sono un ragazzo del Basso Piave... sono un vecchio fanatico del Veneto ed è qui che lascerò il mio cuore”. Con queste parole nel 1948 in una lettera all’amico Bernard Berenson, Ernest Hemingway esprime il suo affetto per il Veneto e per le acque di questo fiume.

 

Ricordiamo anche che sullo spartito originale della canzone patriottica “La leggenda del Piave” trovarono questa frase scritta da Gabriele D'Annunzio: «Non c'è più se non un fiume in Italia, il Piave; la vena maestra della nostra vita. Non c'è più in Italia se non quell'acqua, soltanto quell'acqua, per dissetar le nostre donne, i nostri figli, i nostri vecchi e il nostro dolore».

 

Anche noi, uomini e donne della Piave, siamo qui, in trepidante attesa che questo grande progetto culturale, emozionale e vitale si realizzi.  Piave, noi tifiamo per te!

 

 

Eva Nardo

 

 

VEDI ANCHE:

 

Meteo Veneto

I nostri prodotti