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Se oggi beviamo caffè lo dobbiamo ad un medico veneto

Da gustare a casa o al bar, da soli o in compagnia: il caffè è il migliore compagno di chiacchierate e di confessioni, ma non solo. Senza dubbio può essere definito la bevanda nazionale degli Italiani: infatti, ben il 96,5% delle persone tra i 18 e i 65 anni lo consumano almeno saltuariamente.

 

 Per noi un buon caffè è una bevanda energizzante, rilassante e conviviale.

 

 “Il caffè, consumato quotidianamente in sicurezza per centinaia di anni, è parte della nostra alimentazione ed è uno dei componenti della dieta maggiormente studiati – afferma Patrick Hoffer, Presidente del Consorzio Promozione Caffè. Una vastissima letteratura scientifica mostra che il caffè rientra pienamente in uno stile di vita attivo e in una dieta corretta e bilanciata”.

 

Ma è sempre stato così? Alla fine del ‘500 il “vino d’Arabia”, come veniva chiamato, era praticamente sconosciuto in Europa. Uno dei primi a parlarne fu il medico Prospero Alpini. Disse di aver visto per la prima volta la pianta nel giardino di un turco, al Cairo. Gli egiziani ne tostavano i semi e poi ne ricavavano una bevanda da bere al posto del vino. Alpini la descrisse come una “pozione” in grado di far digerire e far diminuire i dolori durante il ciclo mestruale.  

 

Prospero Alpini, nato a Marostica nel 1553, entrò in contatto con la bevanda durante un viaggio in Egitto come medico personale de console Giorgio Emo, inviato al Cairo dalla Repubblica di Venezia. Il soggiorno di Alpini durò circa tre anni, durante i quali studiò flora e fauna del paese, e prese nota degli usi terapeutici delle varie sostanze presenti nel territorio. Tra il 1591 e il 1592 realizzò due trattati dedicati alla medicina e alle piante egiziane. Fu il primo europeo a fare una descrizione accurata della pianta e raffigurarla in una tavola botanica.

 

Alpini visse il resto dei suoi giorni a Padova, dove fu nominato prefetto dell’Orto Botanico nel 1603. Pochi decenni dopo la sua morte, nel 1617, il consumo del caffè si diffuse in tutta Europa; nella seconda metà del secolo iniziarono a diffondersi i primi saloni da caffè. Perfino la coltivazione del caffè venne introdotta ovunque il clima lo permettesse. Nessuno da quel giorno ne avrebbe più fatto a meno.

 

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