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Triste storia del Ponte de le Turchette

Infiniti sono i ponti della città di Venezia. Oggi ci troviamo nel sestiere di Dorsoduro, vicino a Campo San Barnaba, dove c’è un ponte dal nome alquanto singolare: il Ponte de le Turchette.

Il nome del ponte ha origine al tempo della Serenissima, quando Venezia era spesso in guerra con i Turchi. Durante le battaglie contro l’Impero Ottomano, infatti, molti uomini e donne venivano fatti prigionieri. Le seconde erano, appunto, chiamate Turchette e non venivano immediatamente vendute come schiave, come invece accadeva alle prigioniere di religione cristiana. Esse, subito dopo la cattura, erano fatte alloggiare in una casa nei pressi del ponte che oggi prende il loro nome per ben due anni, durante i quali venivano ‘rieducate’ al fine di una conversione al cristianesimo.
Trascorsi i due anni, se le poverette avevano acconsentito a convertirsi alla religione cristiana venivano battezzate con un nuovo nome e riacquistavano la libertà, mentre, in caso contrario, venivano vendute come schiave.
Nella maggioranza dei casi, come potete immaginare, le sfortunate si piegavano alla conversione, pur rimanendo spesso in segreto legate alla loro religione originaria, ma lo loro sorte era, comunque, tutt’altro che rosea: chiaramente riconoscibili a causa dei loro tratti somatici, potevano aspirare al massimo a diventare serve o, molto più frequentemente, meretrici.

 


di Elisa De Conti

 



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