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Venezia e i gatti

Venezia ha sempre avuto un rapporto speciale con i gatti, amandoli, rispettandoli e accogliendoli in gran numero.

Oggi la loro presenza si nota molto meno, ma in passato numerose erano le colonie sparse per la città, accudite e mantenute dalla popolazione. Venezia in quanto città particolare, senza traffico veicolare, è una città adatta e molto vivibile per i mici liberi di scorazzare tranquilli o sostare sornioni in ogni angolo.




Già al tempo della Serenissima, i gatti data la loro natura predatoria, venivano utilizzati per la caccia al topo, tanto da essere imbarcarti e fare parte dell'equipaggio nei lunghi viaggi commerciali verso l’Oriente.

Per contrastare la pericolosa espansione dei ratti nella città, portatori di peste e malattie, vennero importate nuove razze di gatti, ritenuti piu aggressivi, per creare incroci con i gatti nostrani.

Purtroppo la presenza dei felini non era riuscita a contrastare i topi asitici, in particolare il topo nero, noto come topo della peste che era riuscita a contagiare la popolazione, decimandola di oltre un terzo.

Oggi i gatti stanno lentamente scomparando dalla città, come i veneziani,sostiene qualcuno, che si batte per ripopolare la città di questi amabili animali, che ispirano dolcezza, romanticismo con la loro aria leggermente aristocratica.

 

 

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