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Venezia e l’originalità dei suoi luoghi

In una località così ricca di storia la toponomastica si perde nel medioevo e nel rinascimento, quando lo splendore veneziano raggiunse la vetta. Grazie alle famiglie importanti nacquero Calle Gondulmer, Calle Colomba, Rio dei Gozzi, Ramo Calle del Pin. Vi erano bravi artigiani che spesso lavoravano nel medesimo sestiere, ed ecco Corte delle Ancore, Calle dei Fabbri, Calle del Cappeller (il cappellaio), Calle del Pistor (il prestinaio), Calle del Parrucchier. Vi erano antiche e frequentate locande, ed ecco allora Calle del Carro, Corte della Cerva, Corte della Anguria, Calle del Leon Bianco.

 

Ma da cosa deriva il nome del PONTE DE LA DONA ONESTA? 

  

Incerta è l’origine della denominazione di questo ponte e dell’omonima Fondamenta: secondo una versione, due uomini passarono di lì dibattendo sull’onestà delle donne e uno dei due, alquanto deluso dal genere femminile, indicò all’altro la testa di donna incassata nel muro sopra il ponte: «Sai tu quale è onesta fra tante? Quella là che tu vedi!». Un’altra versione rende invece omaggio all’onestà di una popolana, moglie di un maestro spadaio: un giovane patrizio, che aveva commissionato una daga allo spadaio, invaghitosi della donna, fece in modo di trovarsi da solo con lei e la violentò; la popolana allora, disperata, si uccise con quella stessa daga. Una terza versione, meno poetica e più sarcastica, fa derivare il nome del Ponte da una prostituta, detta la “donna onesta” perché prudente nell’esercitare il suo mestiere.

 

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