15 settembre: apre il Giardino della biodiversità di Padova

 

Nel mezzo del centro storico di Padova sorge il più antico orto universitario del mondo, l’Orto Botanico di Padova, fondato nel 1545 su delibera del Senato della Repubblica Veneta, unico nel suo genere per l’elevato interesse scientifico in termini di sperimentazione, l’attività didattica e il collezionismo botanico, uniti alle straordinarie caratteristiche architettoniche, che lo hanno eletto, negli anni, a modello per molte altre istituzioni analoghe.

Esso richiama 80-90mila visitatori all’anno, e con l’apertura del nuovo “Giardino della Biodiversità” si amplia di ben 15mila metri quadrati.
L’inaugurazione è prevista per il 15 settembre, con una cerimonia aperta alla cittadinanza e ai massimi esperti internazionali del settore, e la prima settimana, all’insegna di eventi ed ospiti a sorpresa, culminerà in un weekend di visite gratuite.
Inoltre, nel mese di maggio, il Giardino sarà ampiamente sponsorizzato nel Padiglione Italia dell’Expo, con il preciso scopo di richiamare i visitatori di Milano.
Come sostiene Giuseppe Zaccaria, rettore del Bo, l’aspettativa è molto alta, e l’intenzione è quella di triplicare gli ingressi in tre anni.

L’immensa serra è strutturata in cinque ambienti, corrispondenti ai cinque continenti del pianeta, all’interno dei quali i visitatori potranno ammirare 1300 specie di piante, terrestri ed acquatiche, provenienti da ogni tipo di clima del mondo, avvalendosi anche dei supporti tecnologici di cui la struttura sarà attrezzata (galleria multimediale, videoproiettori, rilevatori di profondità ed un’app per smartphone e tablet).
“I filoni principali sono due -dice Zaccaria-. Uno è dedicato alla vocazione originaria dell’Orto Botanico, e cioè alle piante medicinali. L’altro è dedicato alle piante nate o importate a Padova, e che da qui si sono diffuse in tutto il mondo, come la patata, la papaia, il fagiolo e il gelsomino.”
L’ala sud prevede, inoltre, diversi spazi conviviali quali una sala conferenze, un salone espositivo con mostre d’arte permanenti, laboratori, un ristorante, una caffetteria ed una terrazza con vista sulla Basilica del Santo, oltre, naturalmente, ai laboratori per i dottorandi ed alle “banche dei semi” per gli studiosi.

Un progetto senza dubbio di notevole importanza per la città di Padova e per tutto il Veneto, che acquista, in tal modo, un nuovo polo attrattivo a livello turistico e culturale.