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Export e vino: i numeri da record

28 marzo 2016


Le previsioni più che positive riguardanti i risultati dell’anno 2015 in ambito di export del vino dell’Osservatorio del Vino hanno trovato conferma nei numeri, elaborati su base Istat da Ismea: 5,39 miliardi di euro, per una crescita del 5,4% rispetto al 2014. Questi i dati da record resi noti pochi giorni fa.

Il ruolo da protagonista in questo quadro di successo è svolto dai vini spumanti, con un valore di 985 milioni di euro (+17%) e un volume scambiato pari a circa 2,8 milioni di ettolitri (+15%). In particolar modo a distinguersi all’interno del panorama delle bollicine è il Prosecco, con un incremento del 30% a volume (oltre 1,8 milioni di ettolitri) e del 32% a valore (oltre 660 milioni di euro).
La domanda di vini spumanti è guidata dal Regno Unito, con una crescita del 46% in volume e del 51% in valore (oltre 270 milioni di euro), subito seguito dagli Stati Uniti con un +25% a volume e un +28% in valore, e dai Paesi Scandinavi con incrementi a due cifre sia in Svezia che in Norvegia.

Nel complesso, vini e mosti fanno registrare un risultato più che soddisfacente nelle esportazioni, che conferma la fiducia degli Stati Uniti verso il nostro vino, con un incremento in valore del 14% per un corrispettivo che sfiora 1,3 miliardi di euro, e oltre il 7% anche in volume (3,2 milioni di ettolitri).
Per quanto riguarda il Regno Unito, l’export vale 750 milioni di euro (+13,3%), mentre la Germania ha registrato un calo del 6,7% in volume e dell’1,5% in valore e in Giappone e in Cina il vino italiano ha registrato una crescita rispettivamente del 3,4% e del 18%.
“A poco più di due settimane dal via della 50^ edizione di Vinitaly, i numero mostrano un settore vitivinicolo in continua crescita sui mercati esteri, forte di qualità e tipicità territoriali di DOP e IGP” ha commentato il Direttore Generale di VeronaFiere, Giovanni Mantovani, “Ora l’obiettivo indicato dal premier Renzi è traguardare 7,5 miliardi di euro di export entro il 2020. Bene, quindi, i 300 milioni di euro messi in campo dal Governo con il decreto OCM per la promozione del nostro vino all’estero, ma alle aziende servono anche strumenti efficaci ed autorevoli come Vinitaly e il nuovo Osservatorio del Vino per sviluppare a livello internazionale il proprio business”.
“L’Osservatorio del Vino, come confermano questi dati definitivi già preannunciati e analizzati nei mesi scorsi, è uno strumento strategico e affidabile” ha spiegato Domenico Zonin, presidente dell’Osservatorio, “su cui poter contare per avere un quadro attendibile del panorama vitivinicolo a pianificare le necessarie azioni da mettere in campo, dal punto di vista aziendale e da quello istituzionale afferente alle politiche del vino con l’obiettivo di avere risposte concrete e tempestive rispetto alle esigenze di un settore complesso in continua evoluzione come questo”.
“Il dato complessivo che più colpisce” ha concluso Zonin, “è il sempre maggior apprezzamento del nostro vino di qualità da parte del mercato internazionale, che evidenzia come la cultura del vino stia crescendo e, soprattutto, come il lavoro delle nostre aziende in termini di innovazione, sviluppo e ricerca sia ben percepito e stia finalmente portando gli sperati frutti, che auspichiamo ripaghino degli investimenti operati in tal senso durante questi anni”.

Ponendo la nostra attenzione, infine, all’import, possiamo constatare che ha toccato i 2,8 milioni di ettolitri (+1%) per un corrispettivo di poco superiore a 320 milioni di euro (+7,4%). Le importazioni dell’Italia si concentrano sullo sfuso che, con 2,4 milioni di ettolitri, registra un +4% su base annua, con la Spagna costantemente in testa.


 


di Elisa De Conti




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