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Il Prosecco, la bollicina per eccellenza

03 marzo 2015

 

Le bollicine italiane trionfano nel mondo. Secondo i dati Istat elaborati da Coldiretti, il bianco frizzante prodotto tra Veneto e Friuli Venezia Giulia nell’anno 2014 ha superato per la prima volta lo Champagne nelle vendite all’estero, con un aumento del 20% nell’export per un totale di 320 milioni di bottiglie consegnate oltreconfine, al contrario del celebre spumante francese le cui esportazioni si sarebbero fermate a 307 milioni di bottiglie, con un aumento minimo del 0,7%.


“Curioso” commentano da Coldiretti, “è il fatto che nel 2014 sono state esportate in Francia ben 9,8 milioni di bottiglie di spumante made in Italy, mentre al contrario da Oltralpe sono arrivate in Italia solo 5,8 milioni di bottiglie di Champagne”.
Un traguardo storico, confermato anche dalle rilevazioni Nielsen sul mercato statunitense, dove il Prosecco ha superato lo Champagne anche in valore: 246 milioni contro 231 milioni di dollari.
Il Prosecco arriva a rappresentare, quindi, il 61% degli spumanti italiani venduti negli Usa, il 26% del totale sugli importati e il 13% di quello venduto nei supermercati e liquor store.
Primo mercato in assoluto per il Prosecco resta, comunque, la Gran Bretagna, dove le vendite nel 2014 sono cresciute del 75%, per un valore stimato di circa un miliardo di sterline.
Risultati ottimali anche per quanto riguarda i nuovi mercati: le esportazioni verso la Cina sono quasi raddoppiate con un +905 rispetto al 2013.
“Il Prosecco” spiega Domenico Zonin, presidente dell’Unione Italiana Vini, “ha fatto la parte del leone perché si è trovato ad essere il prodotto giusto al momento giusto. Si è ripetuto ciò che era successo anni fa con il boom del Pinot Grigio: oggi tutti vogliono bollicine non troppo complesse, con un ottimo rapporto qualità prezzo e da bere anche a tutto pasto”.
E continua: “E’ una DOC giovane e ha bisogno di maturare esperienza. Sul fronte dei prezzi, c’è la necessità di mantenerli entro una certa forbice, né troppo bassa e né troppo alta. E la quantità va controllata, perché non si può far mancare il prodotto. Potrebbe essere utile introdurre lo strumento del blocage/deblocage, così come fa l’Asti DOCG da alcuni anni. Meglio avere più giacenze e consentire alle aziende un maggiore raggio d’azione”.

La bollicina per eccellenza è made in Veneto.

 





TESTO Elisa De Conti










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