Pazienza perseveranze e valorizzazione delle proprie radici: i tre punti fondamentali per fare affari con la Russia.

Il grosso incremento dell’export di vino italiano, e Veneto in particolare, è dovuto innanzitutto dal forte recupero delle vendite in Russia, un mercato che pesa per il 20% sull’export del vino e che ha messo a segno un aumento dell’83% rispetto all’anno precedente.

Proprio in occasione del Vinitaly nello stand della Regione Veneto è stato ospitato un workshop per spiegare il percorso d’affari a quanti volessero commerciare con questo grande, interessante e, soprattutto, interessato mercato dell’Est.
Un'azienda italiana che vuole entrare nel mercato russo deve avere prima di tutto tanta pazienza, e fare tanta promozione, invitando presso la propria sede i possibili acquirenti, così da presentarsi anche con il proprio territorio e la propria storia: per i russi le radici sono importanti, come le emozioni e il contenuto anche culturale di una azienda, elementi che si ritrovano in molte aziende Venete. 

Il mercato russo è promettente, ama molto l'Italia e i suoi vini, ma richiede pazienza, costanza e fedeltà agli interlocutori scelti sin dal primo approccio. Spesso aprire tutte le porte di questo mercato può impiegare anche qualche anno ma arrivati a destinazione le soddisfazioni, personali ed economiche, non si fanno attendere.

Questi sono i consigli per vendere vino in Russia, operazione in cui l’Italia parte favorita rappresentando ormai la quarta meta turistica per i russi, in continuo aumento. Il mercato russo richiede quindi molta pazienza e perseveranza, soprattutto nei rapporti diretti con gli interlocutori e l’importatore scelto che, una volta tradito, potrebbe non lasciare altre porte aperte ma che trovando continuità e fedeltà, porterà sicuramente ottimi risultati.