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Con LITL si può anche Giocare in Corsia

09 dicembre 2015


Il Progetto di animazione "Giocare in Corsia", rivolto ai bambini ed adolescenti del Dipartimento di Pediatria dell’Ospedale Ca' Foncello di Treviso, rappresenta il programma di attività fondamentale del Comitato Assistenza Bambini, nato nel 1994 grazie ad un gruppo di volontari costituitosi in seno alla “Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori” di Treviso per aiutare Ivka, una bambina bulgara di due anni affetta da neuroblastoma.

Da allora la presenza dei volontari in corsia è continuamente cresciuta ed oggi copre, con attività diversificate, ma compatibili con la routine medica, l’intera giornata dal lunedì al sabato, coinvolgendo più di un centinaio di volontari.

Da febbraio 2006 Giocare in corsia è stato esteso al Reparto Pediatrico dell’Ospedale di Conegliano con analoghe modalità operative.



Le finalità


Il Progetto trova la motivazione del suo operare nei principi sanciti nella “Carta dei Diritti del bambino in Ospedale” con il fine ultimo e condiviso dell’umanizzazione della struttura ospedaliera e dello “star bene” del bambino e dell’adulto che lo assiste, permettendo di accettare più serenamente la degenza.


Gli obiettivi


Tutte le iniziative sono mirate a tutelare la salute fisica e psichica del bambino ospedalizzato ed in particolare si propongono di:

•contribuire ad umanizzare la degenza creando rapporti positivi tra i piccoli pazienti, le loro famiglie e la

struttura;

•attuare momenti di animazione ludica ed operativa all’interno del reparto, sia nei momenti di svago e di

aggregazione che in quelli di conoscenza dei diversi aspetti della vita in ospedale;

•sostenere ogni intervento atto a garantire un’informazione adeguata all’età ed alla capacità di

comprensione del piccolo paziente e dei suoi familiari;

•sensibilizzare la società alle necessità dei bambini ospedalizzati.



Le attività


Attualmente vi sono tre gruppi di volontari che prestano servizio nel reparto pediatrico, ciascuno dei quali usa strategie e modalità di intervento diverse, adeguate ai tempi e compatibili con le attività ospedaliere dei piccoli pazienti. L’obiettivo rimane comunque quello di aiutare questi bambini affinché l’esperienza dell’ospedalizzazione diventi una parentesi temporanea nel loro percorso di vita e che, in questo luogo, si possano ritrovare gli elementi di normalità propri dell’infanzia, quali ad esempio il gioco e le fiabe.

Mattina: le volontarie “mamme Oasi” si presentano ai nuovi ricoverati ed ai familiari, offrendo assistenza ed ascolto; inoltre giocano nello spazio apposito denominato “Oasi pediatrica” con i piccoli pazienti, garantiscono lo scambio dei libri della biblioteca, mantengono l’ordine della sala giochi. In collaborazione con la maestra ospedaliera si è inoltre organizzato l’“Angolo verde”, attività di coltivazione di piccole piantine in vaso, germinazione da semi e bulbi.

Pomeriggio: i bambini vengono incoraggiati a raggiungere l’”Oasi”, uno spazio all’interno del reparto di Pediatria dove si “vive aria di casa”, per partecipare a giochi collettivi, di società e laboratori manuali. Le attività sono organizzate in funzione dell’età e diversificate nell’arco della settimana. Si svolgono con la partecipazione dei genitori e sono mirate a rappresentare uno stacco rispetto alle ansie e preoccupazioni suscitate dalla malattia. Inoltre la presenza del clown (un volontario opportunamente formato) che diverte i bambini nelle stanze e nell’Oasi, assicura momenti di sorpresa e di gioco. In una saletta apposita, sotto la supervisione di un volontario, è disponibile un computer per attività di giochi informatici. Se i piccoli pazienti non possono lasciare il letto è il volontario che li raggiunge ed intrattiene nella stanza.

Sera: rappresenta la chiusura della giornata ed è strutturata per accompagnare i bambini verso il momento del sonno. In Oasi e’ previsto il racconto di fiabe/favole in forma teatrale, accompagnate da musica dolce, mentre nelle stanze, sempre per i pazienti impossibilitati ad uscire, si offre la lettura espressiva di racconti adatti all’età. A tutti viene offerto un diplomino di partecipazione ed un piccolo omaggio realizzato dai volontari.







dott. Alessandro Gava, Presidente Provinciale della LILT (Lega Italiana per la Lotta Contro i Tumori)

 

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