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I lombrichi per il Glera: la ricetta del buon Prosecco

10 maggio 2016


L’ultima singolare scoperta in ambito Prosecco arriva dall’Ateneo patavino e riguarda il terroir caratteristico della zona madre del vitigno Glera.

Secondo uno studio realizzato da ricercatori dell’Università di Padova, per fare un buon Prosecco servono i lombrichi. La formazione del terroir perfetto per il Glera, l’uva alla base del Prosecco, sarebbe dovuta ad una specie di lombrichi denominata Crodabepis (acronimo derivante dal nome di alcuni studiosi della biologia del suolo), grossi vermi variopinti a bande carnicino purpuree appartenenti alla categoria degli scavatori.
“Questi lombrichi” ha spiegato il responsabile dello studio, professor Maurizio Paoletti, “producono gallerie anche in profondità e vengono in superficie per nutrirsi, prevalentemente di lettiera in fase di decomposizione, e sono particolarmente attivi di notte quando piove. Questa categoria di lombrichi, profondi scavatori, ha modellato e continua a modellare la struttura dei suoli attraverso un legame stretto con batteri e funghi modulando il loro equilibrio e soprattutto governando la presenza di funghi patogeni, nocivi per le coltivazioni”.
La ricerca si è rivelata particolarmente interessante, inoltre, nel mettere in luce alcune problematiche relative ad alcune pratiche diffuse nella viticoltura che sarebbero la causa di gravi danni ai lombrichi, pratiche quali l’eccessivo calpestamento del suolo, l’impiego di erbicidi disseccanti e l’utilizzo di funghicidi.

 


di Elisa De Conti


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